Omicidio Noemi Durini: parla il padre di Lucio Marzo

Nell’ultima puntata del noto programma Mediaset Quarto Grado, Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi sono tornati ad occuparsi del caso di Noemi Durini (16 anni al momento della morte), la ragazzina uccisa a Specchia (Lecce) lo scorso Settembre. Le dinamiche circa il suo assassinio sono ancora tutte da chiarire. Ai microfoni del programma televisivo di Rete 4 ha parlato Biagio, padre di Lucio Marzo, ex fidanzato della Durini. Ricordiamo che Lucio ha confessato di aver ucciso Noemi, in quanto quest’ultima avrebbe rappresentato una minaccia ala famiglia di lui.

Noemi Durini: le parole di Biagio Marzo

Durante l’intervista da parte di Quarto Grado, Biagio Marzo ha ricordato il momento in cui Lucio presentò la sua ragazza Noemi a lui ed al resto della famiglia: ‘Ho conosciuto Noemi quando Lucio me l’ha portata a casa, lui era fiero di farmi conoscere la sua ragazza. Subito dopo i primi giorni, mio figlio è cambiato. L’ho visto … ho notato in lui una morbosità, anche nella ragazza… Comunque una morbosità che mi è sembrata molto strana, molto attaccato a questa ragazza. Ha cominciato a non frequentare più gli amici … il cambiamento l’ho visto subito in Lucio’.

Il racconto dell’uomo è continuato nella seguente maniera: ‘Non ho mai visto una gelosia così – ha detto Biagio – tanta gelosia. Quindi ho chiesto a Lucio come mai fosse così geloso di questa ragazza e lui rispondeva che lei era anche peggio di lui. Quindi, secondo lui, la sua gelosia era giustificata dalla gelosia della ragazza. Mio figlio non poteva riposare, questa ragazza era sempre intorno a casa, sempre. Lo cercava continuamente. Lo amava, sicuramente, ma credo che questa ragazza non avesse afferrato in quale problema fosse mio figlio. Quindi ho cercato di spiegarglielo, ma attraverso la madre, perché alla ragazza c’era poco da far comprendere: era innamorata e quindi non avrebbe mai potuto capirmi. Quindi, parlando con la madre, ho spiegato che mio figlio aveva un grosso problema, di tipo psichiatrico, e che doveva essere curato. Le avevo chiesto dunque gentilmente che allontanasse la ragazza da mio figlio. Vedendo però nei giorni seguenti, che la figlia era dalla mattina alla sera qua, forse mi è scappata qualche brutta parola…’

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