Pd diviso sul governo giallorosso

Pd diviso sul governo giallorosso

 

ROMA – Pd diviso sul governo giallorosso. Tra i Dem, infatti, non tutti sono favorevoli a un ipotetico accordo con il M5S per dare vita a una nuova maggioranza e, di conseguenza, a un nuovo esecutivo. Il primo a fare la voce grossa è stato Carlo Calenda, che ha minacciato addirittura di fondare un nuovo movimento politico.

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L’ex ministro, dopo gli interventi degli ex presidenti del consiglio Romano Prodi e Paolo Gentiloni, ha twittato:

“Dopo la presa di posizione di Prodi e il “defilamento” di Gentiloni direi che oramai la maggioranza a favore del Governo con i 5S è prossima all’unanimità. Le ragioni della mia contrarietà le ho esposte. Continuare la battaglia non ha più senso. Attenderò gli eventi”.

Pd diviso sul governo giallorosso

Anche l’ex sottosegretaria di Stato Maria Elena Boschi si è detta contraria a un’alleanza con i pentastellati:

“Io al Governo con Toninelli e Di Maio non ci vado, non sono Salvini. Al massimo voto la fiducia a un Governo Istituzionale che evita l’aumento dell’IVA e che riporta l’Italia a giocare un ruolo in Europa”.

Sulla stessa linea della Boschi, cioè a favore di un governo istituzionale, è pure un altro ex premier, ossia Matteo Renzi:

“Io non entro nel Governo Istituzionale. Per decenza delle istituzioni e per la salvezza del Paese mi basta che Matteo Salvini esca il prima possibile. Così l’Italia eviterà l’aumento dell’IVA, riprenderà il ruolo in Europa e ci sarà un ministro dell’Interno che finalmente difenda la nostra sicurezza anziché seminare odio”.

Ma chi dovrebbe essere, a questo punto, il nuovo presidente del consiglio? Il Partito Democratico non vorrebbe la conferma di Giuseppe Conte, che sembra destinato all’incarico di commissario europeo, e proporrebbe come inquilino di Palazzo Chigi Raffaele Cantone, già a capo dell’autorità nazionale anticorruzione.

Di sicuro, Luigi Di Maio si siederà al tavolo con il Pd solo se avrà la garanzia di un’assenza – nel nuovo esecutivo – di Matteo Renzi. Garanzia che a quanto pare c’è già stata, tanto che si parla degli ingressi di Enrico Letta e Paolo Gentiloni, nonchè del ritorno del ministro dell’interno Marco Minniti, che riprenderebbe il proprio posto sfilandolo al suo successore nonché attuale titolare del dicastero: Matteo Salvini.

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24