Pensioni Anticipate: Pronto il decreto attuativo dell’Ape volontario a Settembre

Pronto il decreto attuativo dell’Ape volontario che dovrebbe entrare in vigore subito dopo la pausa estiva.

Pronto il decreto attuativo che permetterà di accedere alla pensioni anticipate con l’Ape volontario, decreto che rappresenta il tassello finale per la partenza della misura accessibile a chi, compiuti i 63 anni di età, mancano 3 anni e 7 mesi alla pensione di vecchiaia e ha 20 anni di contributi versati. Sono esclusi dalla misura i libero professionisti come avvocati, notai, medici e architetti. Il decreto dovrebbe essere licenziato definitivamente dopo la pausa estiva.

La misura, pur arrivando con un notevole ritardo, avrà effetto retroattivo per coloro in possesso dei requisiti a partire dal 1 maggio 2017.

Pensioni anticipate: criticità degli esclusi

La criticità dell’Ape volontario, al momento, va ricercata nell’esclusione dalla misura delle fasce più deboli della popolazione: non potranno accedervi, a causa dei suoi costi abbastanza elevati, coloro che hanno maturato pensioni di importo troppo basso poiché la Legge di Bilancio 2017 prevede che potranno fruire della misura solo coloro che hanno ragguagliato un assegno pensionistico di importo lordo superiore a 800 euro. Si ricorda, inoltre, che saranno le banche a decidere a chi accordare o rifiutare la concessione, quindi dalla misura saranno esclusi quasi sicuramente i cattivi pagatori visto che, alla fine, l’Ape volontario altro non è che un prestito concesso dalle banche da restituire nei successivi 20 anni dal raggiungimento della pensione di vecchiaia. La misura, come abbiamo anticipato sopra, avrà dei costi molto elevati: per ogni anno di anticipo costerà, all’incirca, il 5% dell’importo dell’assegno pensionistico.

Ex Riforma Monti-Fornero

Con la riforma Monti-Fornero (dl 201/2011) si decise non solo il definitivo passaggio al contributivo per tutti e l’innalzamento dei requisiti ma anche, con una norma transitoria, di bloccare parzialmente l’adeguamento all’inflazione degli assegni già in pagamento. Nel 2012 e nel 2013 venne così riconosciuto l’adeguamento pieno solo per le pensioni di importo fino a 3 volte il trattamento minimo.

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