trapianto di utero per transgender

Quando ci sarà il trapianto di utero per transgender?

 

Sono passati quasi sette anni dalla prima nascita a seguito di un trapianto di utero umano. Da quel traguardo medico, la procedura sperimentale ha visto progressi clinici molto significativi. Infatti, sono stati effettuati più di 60 trapianti di utero in tutto il mondo. Ebbene, quando sarà possibile il trapianto di utero per transgender? Sull’argomento è intervenuto Jacques Balayla, ostetrico-ginecologo e scienziato clinico presso la McGill University.

Trapianto di utero per transgender: le parole dell’esperto

Sicuramente, si tratta di un argomento che farà discutere molti e sarà motivo di “critiche” religiose e sociali. Tuttavia. secondo le parole di Jacques Balayla, non ci sarebbero motivi a causa dei quali, potrebbe essere negato il trapianto di utero ai transgender. Balayla afferma che le donne transgender debbano avere l’opportunità di vivere una gravidanza. Sebbene sia ancora teorico, sembra che l’impianto di un utero donato e la gestazione nel corpo di un individuo transgender non dovrebbero rappresentare una barriera fisiologica.

Attualmente, i trapianti di utero sono rari interventi chirurgici sperimentali che utilizzano organi di donatori vivi o morti. Tuttavia, chi ha effettuato il trapianto ed affronta una gravidanza, il parto avviene attraverso il taglio cesareo. L’organo donato, l’unico trapianto temporaneo in medicina, viene successivamente rimosso chirurgicamente. Dunque, con le nuove affermazioni, si vuole aumentare la consapevolezza sul potenziale di trapianti di utero tra la popolazione transgender. Questo documento recente discute dei “Criteri di Montreal per la fattibilità etica del trapianto uterino”. Un quadro etico pubblicato nel 2012, progettato per valutare se una persona possa essere considerata un candidato al trapianto. Tra i criteri vi è quello inerente al fatto che il destinatario dell’utero deve essere una “femmina genetica in età riproduttiva”.

Il nuovo documento propone considerazioni bioetiche aggiuntive per gli individui transgender. Quindi, dovrebbero aspettarsi di essere in grado di condividere “esperienze” di cui godono gli altri. Balayla ritiene che sia arrivato il momento di promuovere un quadro etico basato sui diritti per le donne transgender grazie ai successi che la comunità medica ha ottenuto negli ultimi anni sviluppando gravidanze, ottenendo nascite sicure e prevenendo il rigetto del trapianto tra i riceventi di trapianto di utero.

fonte foto: pixabay

 

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere informato iscriviti al nostro Canale Telegram o
seguici su Google News
.
Inoltre per supportarci puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, se vuoi
segnalare un refuso Contattaci qui .


Autore dell'articolo: Emanuela Acri

Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,