COVID19 e i tamponi difettosi

COVID19 e i tamponi difettosi in Svezia, scoperta shock

 

La situazione del COVID19 è ormai nota in tutto il globo. Sarà ricordata per sempre nella storia umana. Sia durante i primi tempi della situazione COVID19 che adesso, sopratutto col senno di poi, questa situazione è tuttora piena zeppa di anomalie e punti poco chiari. Non a caso di recente in Svezia hanno scoperto dei tamponi difettosi che danno anche risultati positivi lì dove il COVID19 non c’è.

La scoperta shock dei tamponi difettosi per il COVID19

Questa notizia piuttosto “inquietante” è stata divulgata inizialmente da Reutes, un’affidabile e seria agenzia di stampa inglese.

Durante un controllo su alcuni stock di tamponi la sanità svedese ha fatto una scoperta allarmante. Quei tamponi utilizzati per il “rilevamento” del COVID19 non solo danno falsi positivi, ma sono stati distribuiti in tutto il mondo. Infatti non riescono a distinguere casi di positività o negatività al COVID19 e in linea di massima rilevano moltissimi falsi positivi. Solo in Svezia sono stati ufficialmente rilevati almeno 3700 falsi positivi, persone che non avevano il COVID19 ma che invece gli è stato erroneamente rilevato. A subire dei falsi positivi ci sono stati anche dei bambini. Con relativa quarantena che però era inutile. Ecco alcune dichiarazioni di Karin Tegmark Wisell, capo del dipartimento di microbiologi svedesi:

“Il kit fornito dalla BGI Genomics non è riuscito a distinguere tra livelli molto bassi di virus e un risultato negativo. Il fornitore deve regolare le prestazioni richieste per l’utilizzo di questo tampone”

Vi ricordiamo che la Svezia è uno dei pochi paesi che hanno adottato la strategia di “immunità di gregge” senza particolari obblighi o misure restrittive. Il paese sta vivendo il COVID19 con moltissima tranquillità e con problemi minori rispetto a paesi che hanno adottato misure più opprimenti.

Un errore/orrore che si doveva evitare

Questi tanti errori dovevano essere evitati perchè è probabile che persone con altre patologie con sintomi simil influenzali (come la presenza di muchi, tosse, febbre, difficoltà respiratorie o mal di gola) o altre tipologie di polmoniti sono state collegate, anche tuttora, al COVID19 anche lì dove non c’era. Dando vita a vere e proprie errate diagnosi.

Questi tamponi difettosi sono prodotti in Cina dall’azienda di sequenziamento del genoma BGI Genomics, con sede a Shenzhen. Per chi non lo sapesse questa società è nella lista nera economica degli Stati Uniti. Infatti questa società è coinvolta (insieme ad altre importanti aziende, come Nike, Apple, Samsung ed ecc.) in alcune violazioni dei diritti umani (come l’obbligo immotivato ai lavori forzati) ai danni della minoranza musulmana in Cina che è reclusa e repressa in veri e propri campi di concentramento comunisti cinesi.

Gli effetti di questi errori dei tamponi COVID19 difettosi

Alcuni esperti tranquillizzano che quei falsi positivi in Svezia non hanno influenzato le statistiche. Bisogna dire però che se quegli stessi tamponi sono stati inviati e sono utilizzati ampiamente in tutto il mondo e dato che non si può analizzare caso per caso, è sicuro che molti casi di contagi o morti da COVID19 nel mondo erano e sono falsi positivi e i numeri sono stati indubbiamente “gonfiati”, anche se non si conosce a pieno la portata di un simile difetto. In ogni caso i numeri devono essere assolutamente ricontrollati, rivisti e formare varie commissioni internazionali di inchiesta per analizzare e studiare le numerose anomalie della situazione del COVID19. Visto che probabilmente i numeri dei contagi e delle morti causate dal COVID19 sono molto più piccoli e limitati.

Non solo in Svezia

Un simile accaduto di “tamponi contaminati” è avvenuto anche in Inghilterra, aggiungendo ancor più stranezze e misteri sul COVID19. Anche in Tanzania hanno rilevato dei falsi positivi su alcuni frutti e su alcune capre. Qualcosa non quadra, così come anche il “silenzio” dei media su queste notizie che dovrebbero fare il giro del mondo e far scattare uno squillo d’allarme generale. Ma nulla.

Se si andasse a confermare effettivamente il valido sospetto “dell’ombra del complotto” i responsabili devono pagare penalmente e in modo esemplare le varie malefatte e i vari conflitti di interesse. Del resto una simile confusione e un simile panico generale (probabilmente voluto, anche tuttora) non deve più avvenire, perché ha causato ingenti danni a tutto il mondo. Danni che stiamo subendo ancora oggi e a cui siamo quasi tutti “assoggettati”. Chi ha sbagliato deve pagare e fare finalmente, laddove è possibile, giustizia.

 

Fonte immagine: Pixabay

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24