Revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia

Revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia: il punto della situazione

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ROMA – E’ l’argomento caldo di questi giorni: il Governo Conte, alla fine, arriverà davvero alla revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia dopo la tragedia di Genova?

Facciamo il punto della situazione con le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore da alcuni importanti esponenti dell’esecutivo.

 

Revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, Conte: “Avviata una procedura di legge”

Il premier Giuseppe Conte, in un’intervista al Corriere della Sera, spiega che il governo ha

«avviato una “procedura di legge”. Chi si è affrettato sui giornali a tutelare le ragioni economiche di Autostrade può stare tranquillo: quest’ultima avrà facoltà, nel corso della procedura, di replicare».

Quanto costerebbe ai cittadini la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia? Quale sarebbe la vostra contromossa?

«La contromossa non la anticipo sui giornali, ma questo governo farà in modo che il concessionario non possa trarre ulteriori vantaggi economici rispetto a quelli già esorbitanti sin qui ricavati dalla convenzione. Faccio notare che il concessionario non ha neppure sostenuto l’investimento iniziale per costruire le autostrade, gliele ha date lo Stato».

Sempre Conte, in un intervento pubblicato su Il Blog delle Stelle, precisa poi che

«il Governo contesta al concessionario, che aveva l’obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte. Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia».

Se poi Autostrade per l’Italia formalizzerà la proposta di ricostruire il ponte a sue spese, «il Governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia».

Revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, Di Maio: “Chiederemo risarcimenti”

Anche il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, in una lettera inviata ai parlamentari del Movimento 5 Stelle, si è espresso sulla revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia:

«La giusta causa per la revoca – ha affermato il capo politico del M5S – non è da rintracciare in codicilli o in commi da azzeccagarbugli, la giusta causa sono i morti. E ogni volta che qualcuno come Consob o qualche professorone ci dirà che dobbiamo stare attenti ai mercati e agli iter burocratici, rispondetegli che se vogliono possono andarlo a dire alle famiglie delle vittime. Noi agiremo subito. L’atto di revoca è stato annunciato dal presidente del consiglio in persona, e lo sta istruendo direttamente insieme al Ministro Toninelli e li ringrazio a nome di tutto il Movimento per quello che stanno facendo in questi giorni».

Non è tutto. Di Maio, infatti, aggiunge quanto segue:

«Applicheremo sanzioni e chiederemo risarcimenti per centinaia di milioni di euro, che sono soldi dovuti, non concessioni da barattare con l’eventuale revoca. Desecreteremo tutti i contratti dei concessionari autostradali e mostreremo questa vergogna al mondo intero».

Revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, Toninelli: “Pedaggi allo Stato, più sicurezza”

L’idea della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia viene sposata anche dal ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che in un’intervista al Corriere della Sera ha parlato dei vantaggi che lo Stato conseguirebbe con un eventuale ritorno alla nazionalizzazione della rete:

«Sarebbe conveniente. Pensi a quanti ricavi e margini tornerebbero in capo allo Stato attraverso i pedaggi, da utilizzare non per elargire dividendi agli azionisti, ma per rafforzare qualità dei servizi e sicurezza delle nostre strade. Autostrade ha accumulato 10 miliardi di utili in 15 anni».

Revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, Salvini: “Votai il rinnovo ma non si è vigilato”

Leggermente più moderata la posizione del ministro dell’Interno, Matteo Salvini; interpellato ad Agorà, su Rai Tre, in merito alla proposta del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, di nazionalizzare le autostrade, ha risposto:

«Studiando i bilanci di Autostrade, sì. Io sono a favore di una sana compresenza tra pubblico e privato. Ma il pubblico deve controllare. Io non sono pro o contro Autostrade, pro o contro Benetton. In questo caso il privato ha fatto un disastro ed è un privato molto ben pagato. Quel che faremo non sarà dettato da voglia di vendetta, ma di giustizia. Se dovremo tagliare, taglieremo in fretta».

Oggi si parla insistentemente della revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Ma la Lega votò il rinnovo delle concessioni ad Autostrade?

«Sì, è vero – risponde Salvini – ma da parte di chi ha governato per anni e anni e ha firmato e verificato le concessioni, un buon silenzio sarebbe opportuno».

 
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Autore dell'articolo: Massimo Giuliano