Ridurre l'Irpef sullo stipendio di medici e infermieri

Ridurre l’Irpef sullo stipendio di medici e infermieri, la proposta di Regimenti

         
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BRUXELLES – Ridurre l’Irpef sullo stipendio di medici e infermieri. Questa l’idea dell’eurodeputata della Lega Luisa Regimenti:

“Una detrazione dall’Irpef sullo stipendio di medici, infermieri e operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid-19 – dice – E’ una proposta di buon senso, che premia la dedizione, pagata spesso con la vita, di chi ha operato e continua a farlo ancora oggi, in difficili contesti sanitari e legali, nella lotta alla pandemia”.

Ridurre l’Irpef sullo stipendio di medici e infermieri, la proposta di Regimenti

L’esponente del Carroccio auspica “una riduzione del carico fiscale a vantaggio di una categoria che non ha lesinato impegno e sacrificio, pur trovandosi in un ambito lavorativo di forte precarietà”. Una situazione dovuta “alla scarsa dotazione dei dispositivi di protezione individuale e a un’azione politica inefficace, subendo inevitabili disagi nella sfera familiare”:

“Seguire magari l’esempio dell’Enpam, l’Ente nazionale di previdenza e assistenza medici, che verserà con propri fondi un’indennità di mille euro a tutti i medici e odontoiatri che svolgono libera professione e che hanno avuto un calo del reddito importante a causa del Covid-19”.

Non solo. Inoltre Regimenti sottolinea:

“Il taglio dell’Irpef in busta paga è stato proposto dalla Lega in Piemonte e Veneto, quest’ultima unica Regione a non applicare l’addizionale Irpef sulla sanità. Spero che l’idea possa essere considerata anche nel resto d’Italia. Come nel Lazio, dove il presidente Zingaretti, ancora alle prese con il caso ancora tutto da chiarire delle mascherine ‘fantasma’, ha dimostrato di non essere in grado di affrontare l’emergenza”.

Secondo l’eurodeputata leghista, infine, “la possibile detrazione dall’Irpef dovrebbe riguardare anche l’intramoenia. Cioè le prestazioni erogate fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale. Che utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del pagamento di una tariffa da parte del paziente. Un’attività ora limitata dall’emergenza Coronavirus. Ma che non ha impedito ai medici di mettersi ugualmente a disposizione dei cittadini”.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24