Rilevate minacce informatiche per i gamer
Il gaming è un mercato in continuo sviluppo, sia per i creatori dei contenuti videoludici, ma anche per i gamer e-Sports, che ricavano guadagni sempre più elevati. Da che mondo è mondo, esistono i cheaters che barando nel gioco riescono a vincere facilmente. Oggi però non parleremo dei semplici cheaters, ma di hacker che compiono minacce informatiche allo scopo di adescare i videogiocatori. È giusto quindi ribadire che non esistono solo attacchi generali ai paesi come il Ransomware. Questo accade proprio perché anche grazie al lockdown, ci sono stati aumenti di fatturato in questo ambito, dove ovviamente non mancano anche attacchi ad aziende come la EA e Ubisoft.
Ecco le minacce più usate per adescare i gamer
Spesso gli hacker utilizzano metodi classici tramite le community online, con messaggi diretti, sia privati che pubblici. Questi si dividono in varie strategie di adescamento. Una delle più diffuse è la vendita degli asset virtuali in cambio di denaro reale. Quante volte per aver un miglioramento nel gioco oppure solo per aver sbagliato l’equipaggiamento ad un nostro personaggio, cerchiamo su internet asset già ben formati e con qualche equipaggiamento di livello superiore? Qui entrano in atto loro chiedendo dati personali per procedere lo scambio chiedendo pagamenti reali. Un altro metodo può essere utilizzato allo scopo di rubare direttamente i giochi. Questo capita quando l’utente con il suo account acquista un gioco, hackerando l’account può giocare tramite un’altra postazione, quindi con molta probabilità venderà l’account come “unico proprietario“.
L’ultimo metodo citato è quello dei furti di identità e frodi bancarie, sfruttando le transazioni online e gli abbonamenti mensili per conoscere dati sensibili. È possibile proteggersi in qualche modo, oppure evitare di correre rischi inutili? Certamente, infatti qui troverete anche dei metodi per provare a proteggersi. Uno dei più importanti e consigliati anche dai giochi che offrono il ranked matchmaking è la 2FA. La 2FA richiede un codice secondario al di fuori della password. Gli altri due metodi fanno riferimento al phishing e alle promesse troppo “ricche” dove nessuno ha motivo di vendere a basso prezzo un qualcosa di potenzialmente costoso.
Via: Check Point Software
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