Roberto Emanuelli

Roberto Emanuelli torna in libreria con “Buonanotte a te”

         
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Roberto Emanuelli torna in libreria con Buonanotte a te. Dopo il clamoroso successo di Allora Baciami, lo scrittore romano presenta il suo nuovo romanzo

Allora baciami, un caso editoriale da 130mil copie e 17 ristampe, un successo inatteso che Roberto Emanuelli vorrebbe bissare con il suo Buonanotte a te.

Con lui abbiamo fatto una chiacchierata sul suo mondo e quello della lettura.

Parli della tua biografia come “lunga e confusa”, perchè confusa?

“Perché si inizia da un punto poi si ricomincia da un altro, poi si torna di nuovo al punto. Un po’ come il mio cervello. Più che una biografia è una parte importante della mia vita; un racconto attraverso il quale torno indietro nella mia vita. Posso definirlo il centro del libro: una scelta, anche minima o banale, che ti cambia la vita. Mi forzavo di essere un cinico e di pensare solo al successo poi nel 2012 il crollo dal quale piano piano sono risalito anche grazie a una serie di opportunità che hanno permesso a me stesso di perdonarmi e ricominciare”.

Come nasce Davanti agli occhi, il tuo primo romanzo?

“Ho parlato con Rizzoli del libro ma, dopo tanti tira e molla, mi dissero di no. Ho deciso così di auto pubblicarlo su ilmiolibro.it e fu un successo. In un secondo momento, un piccolo editore molto in gamba, decise di ripubblicarlo in modo più classico ma aveva il problema della distruzione; fu lì che accadde il ‘miracolo’: le persone, non trovandolo nelle librerie, lo acquistò online. Di colpo mi sono ritrovato nella top ten dei big della narrativa. Tornò anche Rizzoli, con tanta umiltà, che ricomprò i diritti dall’editore precedente e mi proposero di scrivere Allora Baciami. Un altro grande successo tanto che in molti pensano che questo sia il primo romanzo. Per quanto riguarda la scelta di pubblicare Davanti agli occhi in un momento successivo, non mi trovava molto d’accordo, mi sentivo un po’ come tornare al passato e rompere con la linea che stava intraprendendo. Però mi rendo conto che erano preoccupazioni mie, la terza edizione di Davanti agli occhi è andata bene. Infine è da poco uscito Buonanotte a te e speriamo abbia la stessa fortuna del predecessore”.

Allora Baciami e Buonanotte a te: c’è un filo conduttore che lega i due libri?

“Direi i tre, ci metto anche Davanti agli occhi e ti dico che non c’è subordinazione nel senso che si può leggere l’ultimo e poi il primo, non è una saga o trilogia. Ritengo che esista un universo emotivo che li lega e il richiamo di un personaggio che rivive nei tre libri. Perché? Perché mi piace l’idea che il lettore possa ritrovare alcuni soggetti”.

Tornando la tuo primissimo libro, l’hai pubblicato da solo, self publishing come si dice oggi, lo rifaresti?

“Sì se fossi capace di metterci la stessa rabbia e la stessa cattiveria (in senso buono) che avevo allora. Lo rifarei perché è il modo più veloce per farlo leggere e farsi conoscere. Un’opportunità per chi vuole fare questo mestiere? Sicuramente, è un mezzo per iniziare ad esistere”:

E’ vero che gli italiani leggono poco?

“Sì, è vero. Le donne più narrativa e gli uomini più gialli e saggistica. Diciamo però che leggiamo meno di alcuni paesi come la Germania e più di altri; forse la Spagna è ai nostri livelli o forse più bassi”.

Se ti guardi indietro, avresti ma pensato a un successo simile?

“No, non ci avrei mai creduto. Ce l’ho messa tutta ma, in realtà, quello che contava era ritrovare il piccolo Roberto che sognava. Toccare la scrittura era fondamentale tanto quanto lasciare il vecchio lavoro. Ma arrivare a questi livelli, non ci avrei mai pensato”:

C’è un libro, un autore al quale sei particolarmente legato?

Alta fedeltà di Nick Hornby. L’ho riletto più volte e mi ha aiutato molto nell’approccio alla scrittura”.

Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.