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Libri d’Italia, siamo la quarta editoria in Europa

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Libri d’Italia, siamo la quarta editoria in Europa. Il mercato del libro italiano si conferma nel 2018 la prima industria culturale del paese

Dati positivi per i libri d’Italia quelli dell’Aie (Associazione italiana editori) che confermano quelli del 2017 nel report Istat La produzione e la lettura di libri.

Con il 62% di lettori (di libri di carta) l’Italia continua, tuttavia, ad occupare le posizioni di coda nel ranking europeo: dietro ci sono solo Slovenia, Cipro, Grecia e Bulgaria.

Il presidente dell’Associazione italiana editori Ricardo Franco Levi:

Il libro italiano è bello, forte e solido e tiene le proprie posizioni anche in un quadro di generale rallentamento dell’economia.

I dati confermano una volta di più il valore e il peso del libro nella cultura e nell’economia dell’Italia.

Si evidenzia peraltro la necessità di un intervento di forti politiche di sostegno alla domanda e di promozione della lettura.

Libri d’Italia, è la libreria il canale di vendita privilegiato dai lettori e dai giovani, intercettando il 69% degli acquirenti 2018

In ascesa comunque il peso delle librerie online: il 24% degli acquisti di libri mentre la grande distribuzione copre il 7% delle vendite (era il 17,5% nel 2007, l’8,7% lo scorso anno).

In salita anche il mercato ebook (più debolmente rispetto agli anni 2010-2016), che ha raggiunto quota 67milioni di euro, pari a circa il 5% del mercato trade di varia.

Il vero motore dei libri d’Italia sono i lettori: nel 2018 legge il 65,4% degli italiani (popolazione 14-75 anni)

Sono 29,8 milioni gli italiani che hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno tra romanzi, saggi, gialli, fantasy, manuali e guide.

Ad essere sempre più articoli sono invece i comportamenti di lettura:

  • legge solo libri di carta il 62% della popolazione,
  • solo ebook e audiolibri l’8%,
  • il restante 30% è indifferente il supporto di lettura.

Chi legge più di un libro al mese (+ di 12 all’anno), i cosiddetti lettori forti, sono circa 5milioni: si stima che generino ben 54 milioni di copie vendute.

Se ad essi si sommano coloro che leggono 7-11 libri all’anno (stime basate sulle dichiarazioni degli intervistati) ne emerge che il 36% dei lettori generano il 68% delle copie vendute.

Di libri d’Italia il presidente Aie Ricardo Franco Levi, ha parlato con il ministro dei Beni e della Attività culturali Alberto Bonisoli

All’incontro che il ministro ha voluto con l’industria editoriale per discutere delle prospettive del settore, il presidente Levi ha dichiarato:

I primi segnali sui risultati del 2018 dell’industria libraria evidenziano una sostanziale tenuta del settore nel quadro di un generale rallentamento dell’economia ma non basta.

Occorrono infatti misure forti per ridare centralità alla lettura nel futuro del paese; per questo è fondamentale sostenere e allargare la domanda di cultura.

Considerata l’importanza del libro è indispensabile una politica che rafforzi libro e lettura, a partire dalla conferma della 18app che si è rivelata uno strumento prezioso.

Così come la straordinaria iniziativa di promozione della lettura che, da quattro anni, è #ioleggoperché.

Non chiediamo contributi per gli editori ma promozione della lettura, sostegno (anche fiscale) a librerie e biblioteche, investimenti per l’innovazione.

Il libro è uno strumento di cittadinanza.

Per questo va riaffermato il suo valore nell’istruzione e nella formazione, per garantire democrazia e competenze necessarie per lo sviluppo nella società della conoscenza.

E’ una battaglia di civiltà in cui muoversi insieme e davvero con forza.

 
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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

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Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.