#ioleggoperchè

#ioleggoperchè, l’iniziativa dedicata alla lettura fino a domenica 28

         
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#ioleggoperchè, l’iniziativa dedicata alla lettura fino a domenica 28. Anche per il 2018 il progetto sociale dell’Associazione italiana editori (Aie) per le biblioteche scolastiche

Oltre 2 milioni di bambini/ragazzi coinvolti, 2130 le librerie aderenti (+20,1%), 16mila i gemellaggi attivati (+49,3%), 3mila “messaggeri” volontari: alcuni numeri di ioleggoperchè 2018.

Tra le 9.060 scuole iscritte, infanzia e primarie coprono quasi il 70% delle adesioni.

Quasi 3 su 10 sono dell’infanzia (il 28, 53% per la precisione) e 4 su 10 sono primarie (41,93%).

Seguono le secondarie di primo grado (20,54%) e quelle di secondo grado (8.99%).

La distribuzione delle scuole aderenti è pressoché equilibrata in tutto il Paese: tra il Nord (il 21,88% del Nord Est e il 25,7% del Nord Ovest), il 25,39% del Centro e il 26,98% del Sud e delle Isole.

Sono ben 100mila i libri messi già a disposizione dagli editori, a cui si aggiungeranno le donazioni del pubblico

I volumi donati dalle case editrici saranno poi suddivisi e distribuiti entro la fine dell’anno scolastico, a marzo 2019, alle scuole che ne faranno richiesta.

“#ioleggoperché è un’importante iniziativa – ha dichiarato il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Marco Bussetti – grazie alla quale le biblioteche scolastiche ricevono decine di migliaia di libri donati da cittadini, istituzioni, editori”.

“Si tratta di una straordinaria misura di promozione della lettura tra i nostri giovani. I libri sono strumenti preziosi. Sono la palestra della nostra mente” conclude il ministro Bussetti.

Parlando di #ioleggoperchè, interessante è il Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2018 redatta dall’Associazione italiana editori e relativa al primo semestre dell’anno

Il mercato del libro nel 2017 conferma l’uscita dal lungo periodo di recessione avendo fatturato 2,773 miliardi di euro e con trend crescente: dallo +0,2% nel 2015 fino al +2,8% del 2017.

Un dato positivo ma non ancora sufficiente per tirare il fiato, soprattutto quando si confrontano le cifre con quelle del 2011, quando il fatturato era di 3,2 miliardi (ma senza Amazon).

“Dagli anni della crisi, l’editoria libraria italiana esce più internazionale, con una maggiore capacità di proporre e vendere diritti degli autori italiani sui mercati stranieri” si legge nel Rapporto.

Anche le case editrici sono in aumento: Sono 4.902 le case editrici che hanno pubblicato almeno un titolo nel corso dell’anno (+0,5% rispetto al 2016)

Rispetto al 2010 sono attive sul mercato 755 nuove case editrici che devono cercare di posizionare il loro marchio e il loro progetto editoriale in libreria.

“I programmi di impaginazione, i nuovi sistemi di stampa digitale e di confezionamento, la più agevole conoscenza dei mercati stranieri, rendono più facile l’accesso alla produzione e alla costruzione di un catalogo”.

La vera barriera si sposta in direzione della comunicazione al lettore e alla distribuzione.

In Italia cioè non si pubblicano più titoli, in rapporto agli abitanti, di quanto non facciano le altre grandi editorie continentali.

Il basso indice di lettura costituisce il principale problema di crescita dell’editoria nazionale

Tra i ceti dirigenti e professionali il 38,1% non legge alcun libro e tra gli stessi laureati il 32,3% non legge nessun libro nel tempo libero.

Dietro questi numeri vi sono diverse spiegazioni che vanno dall’uso del tempo, alla contrazioni del reddito, nonché smarrimento e sfiducia rispetto a quelli che erano ritenuti gli ascensori sociali:

  • l’occupazione,
  • l’istruzione,
  • il titolo di studio,
  • le abitudini di lettura,
  • i consumi culturali.

L’Osservatorio Aie, a sua volta, indica complessivamente in 29,8 milioni (65,4%) i lettori che hanno letto almeno un libro, un e-book o ascoltato un audiolibro.

Ad essi per la prima volta vengono aggiunti i lettori in età prescolare fino a 13 anni che sono l’82% della popolazione.

Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.