SARS-CoV-2 infezione dei nostri animali domestici è possibile ed è molto comune

SARS-CoV-2 infezione dei nostri animali domestici è possibile ed è molto comune

         
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Alcuni ricercatori in Brasile hanno scoperto un’incidenza di infezione da SARS-CoV-2 più alta del previsto tra i cani e i gatti delle persone con Covid-19. Tuttavia, non ci sono prove che SARS-CoV-2, il virus che causa il Covid-19, possa trasmettersi dagli animali domestici alle persone.

Tra maggio e ottobre 2020, gli scienziati dell’Istituto nazionale di malattie infettive Evandro Chagas, Fondazione Oswaldo Cruz, a Rio de Janeiro, hanno reclutato 21 pazienti con Covid-19 che condividevano la loro casa con un gatto o un cane. Questi pazienti erano maschi o femmine di età pari o superiore a 18 anni, ed erano positive al virus. C’erano 29 cani e 10 gatti in totale. Gli scienziati hanno prelevato tamponi nasali, faringei e rettali dagli animali durante una prima visita domiciliare.

Gli animali domestici possono contrarre il Covid-19?

I ricercatori hanno anche raccolto campioni di sangue per testare la presenza di anticorpi in grado di neutralizzare il virus. Gli animali domestici in 10 famiglie (circa il 50%) sono risultati positivi al virus. In totale, nove cani (31% dei cani in totale) e quattro gatti (40% dei gatti in totale) hanno contratto l’infezione.

Gli animali sono risultati positivi tra 11 e 51 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi nel rispettivo proprietario. I ricercatori hanno rilevato anticorpi neutralizzanti nel sangue di un cane e due gatti. Dei 13 animali risultati positivi, 6 hanno mostrato sintomi lievi e temporanei, mentre il resto non ha mostrato sintomi.

Nonostante ci sia qualche caso positivo, non basta per definire un’effettiva correlazione. Quindi, lo studio conclude riportando le seguenti parole: “Sono necessari più studi longitudinali e sperimentali, compreso l’isolamento del virus nelle colture cellulari, per una migliore comprensione del ruolo di cani e gatti nella diffusione di SARS-CoV-2“.

Vedremo se nei prossimi mesi, o anni arriverà qualche nuovo studio che può dare la conferma o la smentita definitiva. Nel frattempo non ci resta che continuare a prendere il massimo delle precauzioni possibili.

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Fonte immagine copertina: Pixabay

Autore dell'articolo: Francesco Menna

Mi chiamo Francesco, classe 96. Laureato in Ingegneria Meccanica e studente alla magistrale di Ingegneria Meccanica per l'Energia e l'Ambiente alla Federico II di Napoli. Passione sfrenata per tutto ciò che ha un motore e va veloce. Per info e collaborazioni inviare una mail a framenna96@gmail.com