Siria, forni crematori per nascondere esecuzioni

Una macabra scoperta quella rilevata dai satelliti americani, le cui foto in Siria mostrerebbero delle strutture adibite negli ultimi mesi a forni crematori, per eliminare i corpi di civili uccisi durante delle esecuzioni di massa.

Nonostante la notizia sia ancora da confermare, la Casa Bianca e Stuart Jones (assistente per il Medio Oriente del Segretario di Stato) ha affermato che almeno 50 detenuti sono stati uccisi e bruciati, eliminando per sempre i loro resti. L’esercito siriano avrebbe ucciso gli uomini nella prigione di Saydnaya, per poi trasportare i cadaveri al forno crematorio. Quasi sicuramente, le esecuzioni di massa che si sono verificate sono di natura extra-giudiziaria.

Sempre più lontano un calo degli attacchi in Siria

Stuart Jones ha affermato che il comportamento di Assad fa aumentare il proprio livello di malvagità, e accusa anche la Russia e l’Iran di appoggiare il dittatore. Questo nuovo fatto non aiuta sicuramente la diminuzione degli attacchi in Siria, confermando che il piano di “de-escalation” possa funzionare in queste condizioni.

Amnesty International denuncia anche il fatto che da dicembre del 2015 sarebbero 13.000 le persone uccise dall’esercito nella prigione di Saydnaya. Principalmente si tratta di soldati disertori, in quanto hanno deciso di non combattere contro i ribelli.

Nelle foto rese pubbliche dal Dipartimento di Stato Usa, vengono mostrare le modifiche apportate a una parte della prigione, zona in cui si sarebbe allestito il forno crematorio per bruciare i cadaveri. Forse,con il lasciapassare di Assad.

Nessuna prova a confermare le esecuzioni

Com’era prevedibile, però, è la parola degli Stati Uniti contro quella della Siria. A confermare quanto accusato dalla Casa Bianca, ci sono solamente le foto scattate dai droni e dai satelliti posizionati sulla Siria. Ma i corpi, se fosse vero quanto riportato, ormai sono cenere.

La prigione di Saydnaya si trova nella periferia di Damasco, la capitale del Paese. Nei 6 anni di guerra, ha accolto migliaia di persone, sia civili che soldati disertori.

Immagine da lastampa.it

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