Gas Sarin in Siria: l’Opac, usato a Khan Sheikhoun

L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) dell’Aia è giunta alla conclusione che nel bombardamento aereo effettuato il 4 aprile scorso a Khan Sheikhoun, la città occupata dai ribelli nella provincia settentrionale di Idlib in Siria, è stato utilizzato gas nervino sarin. Nel raid persero la vita 87 persone, tra cui almeno 11 bambini.

Il rapporto servirà ora come base ad una commissione congiunta Onu-Opac per individuare i responsabili del’attacco, che Washington ha attribuito a Damasco. La conclusione degli esperti è che gli effetti del bombardamento “possono essere determinati solo dall’uso del sarin come arma chimica”.

Dopo la strage, gli Stati Uniti accusarono il leader siriano Bashar al-Assad e risposero con il lancio di 60 missili contro la presunta base di partenza del raid. “Ora che conosciamo la verità innegabile – ha dichiarato l’ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Nikki Haley – puntiamo a un’indagine indipendente per confermare esattamente chi è stato responsabile di questi attacchi brutali, in modo da poter dare giustizia alle vittime”.

Non c’è “assolutamente nessun dubbio” che il governo di Bashar al-Assad sia dietro l’uso di armi chimiche in Siria il 4 aprile. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, intervistato da Sky News, dopo la conferma del Opac. “L’esatta responsabilità per l’uso di sarin sarà oggetto di un’indagine, ma non ho assolutamente nessun dubbio che il dito sia puntato contro il regime di Assad”, conclude Johnson.

Attacco in Siria di Aprile: Riportiamo la notizia dell’attacco avvenuto il 4 aprile, con il famigerato gas Sarin

“”Un attacco “condotto dalle forze governative con gas tossici” che ha portato alla morte di 58 persone, di cui almeno 11 bambini, e 170 feriti. Avviene a Khan Sheikhoun, città occupata dai ribelli nella provincia settentrionale di Idlib in Siria dove, dopo il raid, un attacco aereo ha colpito l’ospedale in cui venivano curate le vittime.

Nella zona, da novembre 2016, sono confluiti migliaia di sfollati, civili e ribelli fuggiti dalle zone sotto assedio come Aleppo, mandati dal regime in aree sulle quali il suo esercito e le forze russe bombardano da mesi.

E su Twitter sono decine le foto che ritraggono gruppi di bambini seminudi, ammassati gli uni sugli altri, con le braccia rigide, gli occhi ancora spalancati e il terrore nello sguardo. Immagini che mostrano file di cadaveri a terra ma anche gli ospedali con i bimbi terrorizzati, spaesati, alcuni in fin di vita, il volto coperto dalle maschere di ossigeno.

E poi un padre, disperato, con gli occhi segnati dal pianto, che tiene in braccio il corpo rigido della sua bambina. Una situazione drammatica per Unicef Italia che commenta: “Oggi l’umanità è morta””.

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