Squali nuotano nel basso Adriatico in questi giorni

Squali nuotano nel basso Adriatico in questi giorni

4 squali “sentinella” della specie Verdesca (Prionace glauca) nuotano nel basso Adriatico da qualche giorno e lanciano segnali ai ricercatori WWF

 

Monopoli, lì 02 settembre 2019 – Squali Verdesca nuotano nel basso Adriatico da qualche giorno, mentre i ricercatori WWF monitorano i comportamenti.

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Gli squali sentinella nell’Adriatico lanciano segnali ai ricercatori. Le verdesche catturate e poi liberate sono tra le specie di squalo più colpite dal fenomeno del bycatch.


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Dagli ultimi giorni di agosto 4 squali ‘sentinella’ della specie Verdesca stanno nuotando nelle acque del basso Adriatico; dunque, involontariamente raccontano dettagli sul loro comportamento, come: durata di immersione e spostamenti. Tutto ciò grazie a speciali TAG satellitari precedentemente applicati dai ricercatori sugli animali.

Squali: progetto Safesharks del WWF

Entra, dunque, nel vivo il progetto Safesharks del WWF, condotto insieme a COISPA ed anche a INCA; inoltre, è attiva una collaborazione con la comunità di pescatori di Monopoli, la più importante dell’Adriatico per quanto riguarda la pesca del pesce spada.

Gli animali seguiti, lunghi un metro e mezzo circa, sono i primi a ricevere la marcatura nelle acque a nord del Gargano. I primi dati indicano che i 4 squali stiano spostando verso sud; ma in autunno si avranno maggiori dettagli che verranno analizzati in maniera approfondita.

Le verdesche sono tra le specie di squalo più colpite dal fenomeno del bycatch (cattura accidentale); quindi, con il progetto Safesharks, WWF si pone come obiettivo quello di valutare le probabilità di sopravvivenza degli squali; inoltre, c’è la volontà di realizzare insieme ai pescatori le linee guida per una manipolazione e tecniche di rilascio ottimali.

Squali e TAG

L’applicazione dei tag rappresenta il primo esperimento di marcatura con tecnologia pop-uprealizzato in quest’area. I tag applicati raccolgono dati su: temperatura, profondità e posizione; dopo un periodo prestabilito si staccano dall’animale e trasmettono i dati immagazzinati via satellite. I dati raccolti saranno fondamentali anche per identificare gli spostamenti e le aree di concentrazione.

Squali, tra sopravvivenza e estinzione

Secondo il rapporto “Squali in crisi nel Mediterraneo “ del WWF, oltre la metà delle 86 specie di squali, razze e chimere del Mediterraneo è minacciata; inoltre un terzo di queste è prossima al rischio di estinzione. È in corso una mattanza silenziosa e invisibile provocata da attività di pesca insostenibili e a volte illegali.

Tra le soluzioni possibili contenute nel suo report, il WWF evidenzia:

  • la necessità di evitare attività di pesca in habitat chiave;
  • poi l’uso di strumenti per la pesca più selettivi che riducano o eliminino il bycatch.

La raccolta dei dati ottenuti grazie agli squali ‘sentinella’ dell’Adriatico saranno molto utili per migliorare la conoscenza delle popolazioni di queste specie e aumentare gli sforzi di conservazione e assicurare completa trasparenza e legalità nel settore della pesca.

Altre notizie sull’ambiente nella pagina del sito.

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