Stupro di una donna in India, complice il marito
In India un uomo mette in palio la moglie e dopo aver perso al gioco assiste impassibile allo stupro della donna e le proibisce di denunciare.
Lo stupro della moglie come pagamento di un debito di gioco
Non è un mondo per donne! Ogni giorno, o quasi, un nuovo caso di femminicidio o stupro o violenze fisiche e psicologiche che cercano di annientare il genere femminile.
La donna, sempre più spesso, viene considerata come un “oggetto di proprietà ” del maschio di cui egli può disporre secondo il proprio volere e senza il minimo rispetto per la volontà di lei: perché un oggetto non può avere volontà .
Quando poi a tradirci e consegnarci nelle mani dei soprusi è la persona che ha giurato di amarci e proteggerci per il resto della vita, allora l’incubo diventa insopportabile e sembra non avere davvero via d’uscita.
è esattamente quello che è accaduto in India, in un villaggio del distretto di Balasore,  circa una settimana fa, dove una donna, vittima di un brutale stupro, solo ieri, ribellandosi alle minacce del marito, ha trovato il coraggio di denunciare.
La polizia dello stato orientale indiano di Orissa sta attivamente ricercando l’ uomo che, dopo aver perso la moglie offerta come posta in un gioco d’azzardo, l’ha consegnata nelle mani del “vincitore” come vittima sacrificale di cui abusare a proprio piacimento.
La denuncia della donna e la ricerca dei due latitanti
Nella sua denuncia la giovane ha raccontato che il coniuge, che lavora come operaio a Hyderabad, le ha chiesto un giorno di accompagnarlo allo stagno del villaggio dove era in attesa un vicino di nome Abhiram Dalai. Qui la donna ha scoperto la verità : doveva subire uno stupro come pagamento di una scommessa persa.
Non solo: la donna è stata minacciata, dallo stesso consorte, di non raccontare a nessuno dell’ accaduto.
La polizia ha assicurato che un team di agenti stanno ricercando il marito della donna e l’uomo che l’ha violentata.
I due uomini ( se di uomini si può parlare) sono, infatti, latitanti dopo che un consiglio di villaggio non è riuscito a trovare una via d’uscita a questa situazione.
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