Superbollo: abolirlo conviene a tutti, ecco il perché

Il superbollo è uno degli argomenti più scottanti in Italia. Perché? Iniziamo con il dire che il superbollo è nato per tassare i ricchi, poiché viene pagato da chi possiede un’auto con potenza maggiore ai 185 kW. Tuttavia c’è qualcosa che non quadra: prendiamo la Nissan 350Z che ha ben 206 kW, risale ai primi anni del 2000 e il suo valore commerciale è pari a 10 mila euro. Mentre, ci sono altre auto, tipo la Maserati Quattroporte da 250 cv che arriva a 184 kW (e inferiore quindi alla soglia per il superbollo) che costa circa 100 mila euro. Qual è la vera auto da ricco?

Superbollo: perché conviene abolirla?

Vediamo dunque, perché converrebbe a tutti eliminare questa tassa. Iniziamo con il ricapitolare come funziona questa norma. Il superbollo impone il versamento di 20 euro per ogni kW che supera i 185 kW ed è stato introdotto dal governo Monti.

Questa tassa, porta delle entrate allo Stato pari a 168 milioni di euro. Quindi, in teoria dovrebbe essere un bene. Però, c’è un però! Dal 2011 al 2014 le immatricolazioni sono scese di circa 34 mila unità (da 217.000 a 183.000). Dei 168 milioni di euro stimati sopra, le entrate sono state di appena 60 milioni.

C’è stata una riduzione delle immatricolazioni del 35% nel 2012 rispetto al 2011 e le perdite sono state di circa 550 milioni di euro.

Inoltre, c’è da aggiungere, che un’auto più performante, consuma più carburante, più gomme, più freni. Insomma, aumenta il consumo generale del veicolo e i conseguenti costi di manutenzione, poiché i pezzi di ricambio costano di più. Senza considerare che ci vanno a perdere pure le case costruttrici che vedono vendite ridotte e le officine autorizzate che riparano meno vetture lussuose.

A diminuire anche il numero di acquisti di veicoli costosi è stato il seguente motivo: una persona che può acquistare un’auto da 100 mila euro, non avrà problemi a pagare qualche centinaia di euro l’anno. Tuttavia, quando si compra un’auto costosa, il fisco controlla immediatamente i beni posseduti e la dichiarazione dei redditi. C’è qualcuno che ha venduto i beni di casa, come aerei e cose simili, per la paura che il fisco potesse verificare la veridicità della ricchezza dichiarata.

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