Tim e MiSe

Tim e MiSe, scorporamento della società parla Di Maio

         
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La Tim e MiSe. La Tim licenzia, con effetto immediato l’Amministratore delegato Amos Genisch. Revoca allo stesso ogni delega conferita.

Intanto Il ministro del lavoro e dello sviluppo Luigi di Maio, che giorni fa ne parla su La7, accenna ad un unico player.

L’intento, comprensivo della salvaguardia di 30 mila posti di lavoro, vuole fondere la multinazionale Tim con la Open Fiber.

Dare a tutti gli italiani la possibilità di usufruire della banda larga con un effetto qualitativamente evoluto.

Tim e MiSe: il progetto per rigovernare la banda larga in Italia.

Già da qualche tempo, possibili voci sul licenziamento di Amos Genisch, il numero uno di Tim, circolavano a piede libero.

La notizia, concretizzatasi a fine settimana, ha fatto correre ai ripari lo stesso Vicepremier Di Maio. In un’intervista a “Non è l’Arena” di Massimo Giletti rende chiaro il suo progetto.

Non solo il vicepremier punta a favorire la diffusione di internet a tutti i cittadini. In quanto sulla via del dialogo, rimarcando una non forzatura della nazionalizzazione, intende anche realizzare un “matrimonio” tra TIM e Open Fiber.

A seguito del licenziamento di Genisch, che ha reso entusiasta la parte Americana (meno la Francese) Luigi di Maio parla di uno scorporo della rete. L’intento è di creare un unico grande gestore nazionale.

Amos Genisch, sfiduciato dal CDA (consiglio di Amministrazione), abbandona dunque la guida della Tim. E il progetto già noto sulla rete unica, torna a farsi vivo.

Il Ministro, durante l’intervento al noto programma televisivo, fa presente la posizione del Governo sulla faccenda Tim e Rete Unica.

L’auspicio di un unico grande gestore, e la salvaguardia di 30 mila posti di lavoro a rischio sono il principale obiettivo da raggiungere.

Ma c’è di più. La fruizione di una rete unica a banda larga, dice il vicepremier è possibile solo investendo, in maniera non diluita, sui vari lavori di modifica.

Gli investimenti maggiori, devono attuarsi alle infrastrutture; per poter fornire le capacità adeguate a beneficiare della stessa.

Si parla dei requisiti della bada larga, necessari alla fruizione dei singoli operatori.

Il Governo dunque pone la massima attenzione al progetto TIM.

A seguire il nuovo piano industriale, sarà il MiSe (Ministero dello sviluppo economico).

L’operazione Tim e MiSe, vuole concludersi entro la fine dell’anno.

Luigi Di Maio e l’enigma da risolvere con Vivendi

Luigi Di Maio, alla guida del progetto, sostiene più volte l’importanza di un unico Player italiano. Ora tenta di accelerare i tempi per concretizzare quanto detto che vede, come fine ultimo, un’integrazione fra infrastrutture.

Inoltre annunciando un accordo sulla vertenza Tim, dispone anche l’incontro con i sindacati e lavoratori per i posti di lavoro a rischio.

La Tim MiSe, procede con l’erogazione della cassa integrazione per gestire i 4500 esuberi messi in discussione.

Anche se l’intera questione, con l’uscita di scena di Amos Genisch sarà più facile, il progetto non sarà semplice da realizzare.

Gli ostacoli, non pochi, rilevano con molta probabilità la Cassa Depositi e Prestiti dello stato.

Il percorso, difficile ma indispensabile per la fusione Tim e Open Fiber porterà di certo allo sviluppo del paese.

Ultimo, ma non meno importante è il vertice Francese di Vivendi contrario alla rete tutta italiana.

Vivendi, il colosso francese dei media, non vuole rinunciare alla sua fetta azionaria.

A tal proposito, in un’idea remota fa presente che potrebbe accettare le condizioni a patto che il 51% delle azioni restino in suo possesso.

Quindi, si oppone alla nazionalizzazione, ma potrebbe accontentarsi di una separazione light.

Tale separazione prevede: sia una rete alla quale tutti i gestori possono fare richiesta; Sia un operatore che commercializza i servizi. Due oggetti per un unica proprietà.

Fonte immagine (parziale)

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24

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