Titoli di Stato sotto pressione il report del 25 Agosto

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Titoli di Stato sotto pressione il report del 25 Agosto: settimana economica che vede lo spread in salita e Schroders che taglia le stime.

Titoli di Stato sotto pressione il report del 25 Agosto: i temi principali della settimana sono lo spread in aumento ed il taglio delle stime da parte di Schroders.

Non è certo una novità che i Titoli di Stato italiani siano sotto pressione per le future scelte economiche che il Governo dichiara di fare.

Ricordiamo che lo spread è la differenza di rendimento tra i B.T.P. ed i BUND tedeschi. Nella settimana finanziaria appena conclusa si è potuto notare una sostanziale altalena che si è chiusa con un aumento dello spread a quota 281.

Le ripercussioni sul mercato azionario non sono state evidenti; infatti il FTSE MIB ha chiuso la settimana a quota 20.742, poco più dell’1% rispetto al Lunedì precedente. Tra i titoli sotto osservazione c’è Atlantia che dopo i forti cali dei giorni precedenti cerca di reagire muovendosi sui valori 18,20-18,60.

Sul mercato valutario l’Euro effettua un notevole balzo in avanti sul Dollaro americano spinto dalle notizie che coinvolgono in Presidente Trump. L’ultima quotazione si è fermata a quota 1,1622 partendo da 1,144 della settimana precedente.

Titoli di Stato sotto pressione il report del 25 Agosto: Schroders taglia le stime

I primi segnali di debolezza in Europa si sono manifestati con l’inizio della guerra commerciale tra USA e Cina. Infatti l’economia europea è orientata verso il commercio estero. Come riportato da Finanza.com Schroders modifica la propria valutazione sulle prospettive di crescita 2018 per l’Eurozona; gli esperti dell’istituto vedono il Pil che non andrà oltre il 2% partendo del 2,4%.

L’esperto Azad Zangana si esprime sull’Italia:

“Il Governo italiano formulerà una proposta di legge di bilancio nei prossimi mesi, che sembrerebbe orientata verso un ridotto pacchetto di stimoli fiscali. Tuttavia, esiste il rischio che il Governo populista intraprenda una battaglia contro la Commissione Europea. Questa seconda eventualità potrebbe innescare quello che abbiamo ipotizzato come lo ‘Scenario di una crisi del debito italiano. Questo esercizio teorico prevede un drastico aumento dei rendimenti dei Titoli di Stato dell’Italia, con il conseguente allargamento dello spread e il deprezzamento dell’euro. Anche la crescita dell’Eurozona verrebbe danneggiata seriamente in questo scenario. Una situazione simile potrebbe essere risolta solo con il ripristino da parte della BCE del QE e l’insediamento di un Primo Ministro tecnico”.
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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".