Topi più longevi

Topi più longevi senza nessuna modifica genetica

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Una squadra di ricercatori del Cnio è giunta ad un importante scoperta: topi più longevi e sani grazie alle cellule embrionali

Topi più longevi e sani: è il risultato di un esperimento condotto da alcuni scienziati del Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro (Cnio). Essi sono riusciti a prolungare la durata media della vita dei topi da laboratorio di oltre il 12 % coltivando le cellule embrionali in un modo speciale e senza nessuna modifica genetica richiesta.

I telomeri proteggono il materiale genetico all’interno dei cromosomi

Il team di ricercatori ha esaminato un processo naturale collegato all’invecchiamento: i filamenti delle sequenze di nucleotidi alla fine di ciascun cromosoma, chiamati telomeri, proteggono l’integrità dell’informazione genetica.

Questi, in genere, si accorciano a ogni divisione cellulare, indicando come un timer lo scorrere del tempo e l’avanzare dell’età.

I ricercatori della longevità hanno, quindi, riflettuto sull’aumento della loro lunghezza per aiutarci a vivere di più.

Un aumento significativo nella longevità mediana

Nel corso di questo esperimento gli scienziati hanno lasciato le cellule staminali in una piastra di Petri per moltiplicarsi da sole, dando loro telomeri insolitamente lunghi. I topi allevati con cromosomi con telomeri lunghi il doppio hanno mostrato un “aumento significativo del 12,74 % nella longevità mediana”.

Notevoli benefici per questi topi da laboratorio

Inoltre hanno appurato che gli animali allevati in questo modo:

– non mostravano differenze nella funzione cognitiva

– conservavano i telomeri più lunghi nel tempo

–  avevano il 20% in meno di probabilità di sviluppare tumori legati all’età.

Un’importante passo aventi per contrastare l’invecchiamento

Questo esperimento potrebbe, dunque, fornire agli scienziati informazioni utili sul processo dell’invecchiamento e trovare dei modi per rallentarlo in futuro.

Le dichiarazioni di Maria Blasco, coordinatrice dello studio

Il risultato appoggia l’idea che per determinare la longevità non bisogna considerare solo i geni: c’è ancora margine per estendere la durata della vita senza alterare il Dna“, spiega Maria Blasco, coordinatrice dello studio e biologa molecolare a capo del Cnio.

L’esito dello studio è stato pubblicato sulla rivista “Nature Communications“.

Fonte Immagine: Flickr

 
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Autore dell'articolo: Maria D'Argento

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