produrre retine artificiali nello spazio

Produrre retine artificiali nello spazio per curare malattie legate alla vista

         
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Questo fine settimana, la NASA lancerà un nuovo esperimento scientifico sulla Stazione Spaziale Internazionale. Infatti, è stato deciso di prendere in considerazione la possibilità di produrre retine artificiali nello spazio, dunque in condizioni di microgravità.

Produrre retine artificiali nello spazio: i dettagli del progetto

Il progetto di ricerca in questione è stato portato avanti dalla dalla società biotecnologica LambdaVision. Si tratta di un importante passo avanti per raggiungere l’obiettivo che si è preposto l’azienda di bioprinting. Infatti, l’intento è quello di  realizzare un prodotto per riportare la vista ai pazienti non vedenti. L’obiettivo dell’azienda è produrre nuove retine ottenute da proteine ​​fotosensibili simili a quelle che si trovano naturalmente in un bulbo oculare sano. Una volta che le retine sono pronte, l’azienda spera di ridare la vista a pazienti con malattie come la degenerazione maculare legata all’età.

La NASA è interessata da tempo alla produzione di biomateriali nello spazio. Infatti l’anno scorso, l’agenzia spaziale ha collaborato con la startup Techshot per la stampa 3D cuori umani in microgravità. Dunque, in merito al nuovo, importante esperimento, è intervenuta la stessa LambdaVision. Infatti  il direttore scientifico Jordan Greco avrebbe rilasciato alcune parole in merito. Eccole di seguito:

“Mentre la retina artificiale di LambdaVision può essere efficacemente sviluppata nei laboratori sulla Terra, producendo la retina artificiale nell’orbita terrestre bassa, migliora l’omogeneità degli strati alternati di proteine ​​e polimeri. Con conseguente maggiore stabilità, prestazioni e qualità ottica del multistrato sistema. Questi miglioramenti potrebbero ridurre la quantità di materiali necessari per produrre la retina artificiale, abbassare i costi e accelerare i tempi di produzione per futuri sforzi preclinici e clinici”.

I progetti di LambdaVision

Dunque, questo è solo uno degli esperimenti nello spazio in programma per LambdaVision. Dopo aver appreso come si comportano le proteine ​​che intende utilizzare nelle sue retine, sia in termini di funzionalità che di stabilità, in un ambiente di microgravità, trascorrerà i prossimi tre anni a definire il processo di produzione delle sue retine. Alla fine, spera, che l’esperimento andrà a buon fine. Greco continua in un comunicato stampa:

“Sebbene la nostra attenzione in questo momento sia completamente sulla nostra capacità di restituire una vista significativa ai pazienti con retinite pigmentosa e degenerazione maculare legata all’età, siamo continuamente sostenuti dal grande potenziale dell ‘[orbita terrestre bassa] per implicazioni più ampie in tutti i settori”.

Fonte foto: pixabay

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Autore dell'articolo: Emanuela Acri

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Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,