Buco nero

Il buco nero più vicino al nostro sistema solare

         
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L’universo si sa, è un insieme di meraviglie sia costruttive sia distruttive. Lo spazio è un forziere di tesori inestimabili, ma alcuni di questi tesori sono più particolari degli altri, e talvolta più distruttivi, e ci riferiamo ai buchi neri. Recentemente è stato scoperto il buco nero più vicino al nostro sistema solare ma prima di parlarne, vediamo cosa è un buco nero.

Il buco nero più vicino al nostro sistema solare. Cosa è un buco nero

Uno dei corpi spaziali più misteriosi, affascinanti e distruttivi sono i buchi neri. Fino a qualche tempo fa questi oggetti erano soltanto teorici, ma soltanto in questi ultimi anni sono stati rilevati e scoperti.

Un buco nero nasce quando una stella di massa estremamente elevata implode su se stessa e collassa. Si parla di stelle con una massa immensamente più grande di quella del nostro Sole. Quando avviene un simile collasso gravitazionale si sviluppa una tale quantità di forza gravitazionale che si squarcia letteralmente lo spaziotempo e si genera un buco nero che assorbe tutto. Stando a ciò che dicono gli studiosi, un buco nero assorbe davvero tutto, persino la stessa luce.

Nelle zone prossime al punto di non ritorno di un buco nero è presente un orizzonte degli eventi in cui la materia si concentra prima di essere assorbita. In questa zona si raggiungono velocità maggiori di quella della luce e in poche parole si annulla lo spaziotempo prima di entrare in un simile corpo celeste. Per un’osservatore esterno al buco nero la materia nell’orizzonte degli eventi risulta immobile, proprio perché raggiunge velocità maggiori della velocità della luce e si “annulla” lo spaziotempo. La materia poi scompare nel nulla quando poi viene completamente assorbita.

Ovviamente il funzionamento dei buchi neri resta ancora un grande mistero della cosmologia. Perché in questi corpi celesti si annullano completamente le leggi della fisica conosciute, dando spazio a fenomi della meccanica quantistica e fenomeni sconosciuti. Ma del resto dell’universo conosciamo ancora pochissime cose.

Come è fatto un buco nero al suo interno?

Giunti a questo punto è lecito domandarsi cosa contiene un buco nero e come è fatto al suo interno. Al momento non possiamo saperlo, ma soltanto teorizzarlo, del resto non abbiamo un metodo capace di conoscere simili fenomeni.

Ma stando ad un’attendibile, ma tuttora derisa teoria dello stesso Einstein, i buchi neri creano degli stargate o wormhole. In poche parole un buco nero crea un tale collasso gravitazionale che permette, allo stesso collasso gravitazionale, di creare un vero e proprio tunnel spaziotemporale, chiamato anche Ponte di Einstein-Rosen. In seguito questo tunnel spaziotemporale può sfociare in un’altra zona del nostro stesso universo o in un altro universo o in un universo parallelo; tramite un buco bianco, ovvero che emette materia invece di assorbirla. Inoltre la stessa materia non può essere distrutta da un buco nero, ma mantenuta intatta nel passaggio da un buco nero a un buco bianco, che avviene a velocità maggiori della luce.

Purtroppo tra scetticismo, mancanza di prove (tra l’atro difficili da trovare in questi fenomeni) e derisione, la teoria dei wormhole viene ancora presa poco in considerazione dalla scienza ufficiale. Ma del resto la stessa scienza ufficiale ha spesso e volentieri rinnegato la scienza vera, visto che al suo tempo (ed anche tuttora) alcune teorie dello stesso Einstein vennero derise, ma dopo anni di studi si è scoperto avesse ragione, come nel caso delle onde gravitazionali.

Il buco nero più vicino al sistema solare

Dopo aver spiegato il complesso funzionamento dei buchi neri, parliamo di una recente ed interessante scoperta. Un team di studiosi dell’European Southern Observatory (Eso) ha scoperto nel sistema stellare binario HR 6819, (nella Costellazione del Telescopio) la presenza di un terzo corpo celeste silenzioso. Analizzando le anomalie di quel sistema binario hanno evidenziato che quel corpo misterioso è un buco nero, però innocuo.

Infatti non interagisce con l’ambiente circostante, e le sue interazioni avvengono solo in modo orbitale. È un ennesimo mistero perché normalmente i buchi sono molto più caotici. Perché quello di HR 6819 è così innocuo? Resta un mistero.

La scoperta non è stata fatta come con i normali buchi neri, che vengono scoperti coi radiotelescopi. Infatti dato che i buchi neri assorbono anche la luce, sono invisibili, ma possono essere scovati analizzando le onde elettromagnetiche emesse dalla materia che è stata catturata da essi. Nel caso di HR 6819, la scoperta è stata fatta analizzando le anomalie orbitali delle due stelle che formano quel sistema binario, che effettivamente non è più un sistema binario, ma un sistema formato da due stelle e un buco nero. Ciò che affascina è che è anche il buco nero più vicino al nostro sistema solare scoperto finora, dista infatti soltanto 1000 anni luce da noi.

Conclusioni spaziali

Per concludere, questa scoperta è estremamente utile ed affascinante. Fa capire che l’universo è ricco di meraviglie e oggetti tuttora sconosciuti. E il buco nero di HR 6819 mostra che dello spazio sappiamo ancora troppo poco e bisogna continuare a studiare e ad indagare per scoprire cose davvero importanti. Forse il corpo misterioso di HR 6819 è un inizio di un buco bianco? Non lo sappiamo, ma la cosa da fare è continuare a studiarlo, e soprattutto capire, perché può dimostrare tantissime ed incredibili cose.

 

Fonte immagine: Pixabay

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24