Trump Annuncia Cattura Maduro: Raid USA su Caracas 2026
Trump Annuncia la Cattura di Maduro Dopo Raid su Caracas
Gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi aerei su Caracas nelle prime ore di sabato 3 gennaio 2026, colpendo installazioni militari venezuelane in quella che il presidente Donald Trump ha definito un’operazione su larga scala. Il commander-in-chief statunitense ha dichiarato tramite Truth Social che Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores sono stati catturati e trasportati fuori dal Venezuela, sebbene la veridicità di tali affermazioni non sia stata confermata da fonti indipendenti.
Le esplosioni hanno scosso la capitale venezuelana intorno alle 2:00 del mattino ora locale, con testimoni oculari che hanno riferito di aerei militari a bassa quota e blackout elettrici nelle zone meridionali della città. Video diffusi sui social media mostrano almeno sei enormi deflagrazioni con colonne di fumo nero che si innalzano sopra le principali basi militari, inclusi l’aeroporto militare di La Carlota e la base Fuerte Tiuna.
Offensiva Militare Coordinata su Più Fronti
L’operazione militare statunitense in Venezuela ha preso di mira obiettivi strategici distribuiti su quattro regioni: oltre alla capitale Caracas, gli attacchi hanno interessato gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira lungo la costa settentrionale. Funzionari americani hanno confermato alla CBS News che Trump aveva autorizzato l’operazione diversi giorni prima dell’esecuzione, coinvolgendo sia forze armate che agenzie di intelligence.
Carmen Hidalgo, impiegata ventunenne residente nei pressi della base aerea Generalissimo Francisco de Miranda, ha raccontato all’Associated Press: “L’intero terreno ha tremato. È orribile. Abbiamo sentito esplosioni e aerei”. I residenti della capitale si sono riversati nelle strade mentre le deflagrazioni illuminavano il cielo notturno, causando interruzioni di corrente elettrica nelle aree circostanti le installazioni militari colpite.
Escalation Dopo Mesi di Pressione Diplomatica
Il raid su Caracas rappresenta il culmine di una campagna militare intensificatasi progressivamente dal tardo agosto 2025, quando il Pentagono ha dispiegato truppe, velivoli e navi da guerra nel Mar dei Caraibi. Dal settembre precedente, l’esercito americano ha condotto oltre 35 attacchi contro imbarcazioni sospettate di traffico di stupefacenti, causando la morte di almeno 115 persone secondo fonti ufficiali.
L’amministrazione Trump ha giustificato l’offensiva contro il Venezuela accusando Maduro di guidare un’organizzazione narcotrafficante nota come “Cartel de los Soles”. Il Dipartimento di Stato aveva offerto una ricompensa di 50 milioni di dollari per informazioni che portassero all’arresto del leader venezuelano, definendolo un narcoterrorista. La CIA aveva inoltre eseguito un attacco con drone contro una struttura portuale venezuelana a dicembre, segnando il primo intervento terrestre statunitense documentato nel paese sudamericano.
Reazione di Caracas e Condanna Internazionale
Il governo venezuelano ha denunciato un’aggressione militare da parte di Washington, dichiarando uno stato d’emergenza nazionale attraverso un comunicato del ministero delle comunicazioni. Il ministro degli Esteri Yvan Gil Pinto ha definito i bombardamenti una “flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite”, accusando gli Stati Uniti di aver preso di mira sia obiettivi civili che militari.
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha immediatamente richiesto una sessione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, scrivendo sui social media: “In questo momento stanno bombardando Caracas”. La comunità internazionale rimane in attesa di conferme indipendenti sulla presunta cattura di Maduro, mentre Trump ha annunciato una conferenza stampa prevista per le 11:00 ora della costa orientale americana presso la sua residenza di Mar-a-Lago in Florida.
Contesto Geopolitico e Implicazioni Regionali
L’intervento militare americano in Venezuela si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tra Washington e Caracas, esacerbate dalle controversie elettorali e dalle accuse reciproche di narcotraffico. Maduro aveva dichiarato questa settimana di essere aperto a negoziati con gli Stati Uniti proprio sulle questioni legate al traffico di droga, ma l’amministrazione Trump ha preferito la via dell’azione militare diretta.
La portaerei USS Gerald R. Ford e numerose navi da guerra statunitensi erano state posizionate strategicamente nei Caraibi nei mesi precedenti, in una dimostrazione di forza che ora appare come preludio all’operazione su larga scala contro il regime venezuelano. Critici al Congresso americano hanno chiesto indagini su alcuni degli attacchi precedenti contro imbarcazioni, con particolare riferimento a un episodio del 2 settembre in cui l’esercito avrebbe colpito sopravvissuti dopo un primo attacco, sollevando interrogativi sulla possibile configurazione di crimini di guerra.
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