Una possibile “soluzione finale” per gli omosessuali in Cecenia

La Cecenia è una Repubblica autonoma della Federazione Russa, di religione islamica a maggioranza sunnita, la cui stabilità politica è stata fortemente compromessa dalle due guerre del movimento separatista contro la stessa Russia.

Da quel che è balzato all’attenzione globale in questo ultimo periodo, pare sia in atto una silenziosa ma massiccia persecuzione degli omosessuali del paese con arresti, torture e reclusione in veri e propri campi di concentramento.
Le tristi vicende sarebbero state portate alla luce dal periodico russo libero ed indipendente Novaya Gazeta, mentre Russian LGBT Network, un’associazione per i diritti LGBT con sede a San Pietroburgo, sta ulteriormente indagando sui fatti e raccogliendo in segreto le testimonianze di alcuni superstiti.

Le vittime accertate sono tre per il momento, ma il numero potrebbe essere infinitamente più grande.

In Cecenia non esistono persone omosessuali

Le sconvolgenti testimonianze raccontano di almeno due campi di concentramento destinati esclusivamente a uomini gay, dove i detenuti vengono stipati in celle da quaranta posti ciascuna e torturati quotidianamente attraverso scosse elettriche, percosse e privazione del cibo e del sonno.

Le autorità cecene negano tuttora ciecamente l’accaduto ormai accertato dalla comunità internazionale ed incontrovertibile, sostenendo che nell’intera regione non sono presenti persone omosessuali, dichiarazione che lascia presagire il possibile pensiero di una “soluzione finale”.
La situazione per le persone omosessuali non è facile in Russia, ma in Cecenia a quanto pare è ancora peggiore: si auspicano indagini più approfondite sulla vicenda prima che sia troppo tardi.

Immagine presa da Gay.it

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Damiano Dario Ghiglino

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