Vaccini e bufale: aumento dei contagi in Italia

Gli Stati Uniti segnalano l’Italia come “Paese a rischio morbillo”,  a causa del mancato ricordo ai vaccini.

Le campagne anti-vaccini che dilagano ormai a partire dai social, hanno di sicuro un ruolo nel preoccupante aumento di casi di morbillo, riscontrato nei primi mesi di quest’anno: infatti, sono stati registrati 1.473 casi contro gli 886 registrati in tutti 12 mesi del 2016, in Italia. Le regioni maggiormente colpite e che insieme raggiungono il 92 per cento di tutti i contagi sono: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia, come riportano i recenti dati del Ministero della Salute.

Vaccini contro il morbillo al 95% per fermare la malattia

L’Organizzazione mondiale della Sanità indica come soglia minima, per fermare la circolazione del morbillo, il raggiungimento del 95%  di popolazione vaccinata. Nel 2015 la copertura  nei bambini fino a 24 mesi di età è stata dell’85,3.

La “campagna” anti-vaccini è iniziata nel 1998 quando la rivista inglese “The Lancet”, pubblicò un articolo del dottor Wakefield, sosteneva che il vaccino trivalente potesse provocare autismo. Non bastò la smentita dello studio in questione e la radiazione del medico dall’ordine, per aver falsificato i dati. Ormai il danno era fatto. Ancora oggi in molti credono a queste false notizie, tanto da raggiungere anche molti parlamentari.

I danni alla salute derivanti da queste campagne “No-Vac” sono preoccupanti. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, infatti, le complicanze del morbillo possono causare fra 30 e 100 morti ogni 100mila persone contagiate.

Gli Stati Uniti hanno diramato “Avvisi ai viaggiatori” nei quali l’Italia, insieme a Germania e Belgio, viene indicata come meta a rischio morbillo, invitando a vaccinarsi chi ha in programma spostamenti verso questi Paesi.

Immagine presa da My Personal Trainer.

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