Violenza di genere in lockdown

Violenza di genere in lockdown, i dati Istat

Violenza di genere in lockdown, numeri in salita. E’ un’emergenza nell’emergenza che fatto segnalare un’impennata di casi rispetto allo stesso periodo del 2019

Forse all’inizio non è si è considerato ma poi, per fortuna, le cose sono cambiate e l’attenzione è crescita perché la violenza di genere in lockdown è davvero un’emergenza.

Donne da sempre maltrattate costrette purtroppo a restare a casa con i loro mariti e compagni aguzzini per colpa della pandemia da Codiv-19.

Infatti le cronache non ci hanno risparmiato notizie di omicidi commessi dentro le mura della propria abitazione davanti agli occhi dei figli.

Violenza sulle donne durante la quarantena che anche l’Istat ha attenzionato con alcuni numeri che la dicono lunga sul tipo di emergenza

Sono dunque 5.031 le telefonate valide al 1522 durante la fase 1 di isolamento, il 73% in più sullo stesso periodo del 2019; le vittime invece che hanno chiesto aiuto sono 2.013 (+59%).

Tale incremento non è attribuibile necessariamente a maggiore violenza ma alle campagne di sensibilizzazione che hanno fatto sentire le donne meno sole.

A livello regionale inoltre, l’Istat evidenza come nel Lazio, il tasso di incidenza passa dal 6,8 del 2019 al 12,4% dello stesso periodo del 2020, per la Toscana, dal 4,8 all’8,5% per 100mila abitanti.

Le vittime chiamano di più rispetto allo stesso periodo del 2019 anche dalla Sardegna e dall’Umbria.

Nel dettaglio, le chiamate motivate da una richiesta di aiuto per violenza subita ammontano a 1.543; ma si chiama anche per avere informazioni sul servizio 1522 (28,3%), o per manifestare altre situazioni di disagio diverse dalla violenza (17,1%).

Il 45,3% delle vittime ha paura per la propria incolumità o di morire; il 72,8% non denuncia il reato subito.

Ancora: 93,4% dei casi la violenza si consuma tra le mura domestiche, nel 64,1% si riportano anche casi di violenza assistita.

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