Oscar 2026: L’Amarezza di Michelle Yeoh per l’Esclusione Totale di ‘Wicked: For Good’
Un’onda di incredulità ha scosso l’industria cinematografica e i fan di tutto il mondo all’annuncio delle nomination per i 98esimi Academy Awards. Al centro della discussione, e con una notevole assenza, c’è Wicked: For Good, la seconda parte dell’attesissimo adattamento cinematografico del celebre musical di Broadway. Il film, che ha debuttato con grande clamore nel novembre 2025, si è ritrovato inaspettatamente a bocca asciutta, senza una singola nomination per gli Oscar del 2026. Una delusione che non è passata inosservata, scatenando la reazione veemente di una delle sue stelle più luminose, l’attrice premio Oscar Michelle Yeoh.
La Dissonanza della Seconda Parte: Un Verdetto Inatteso
Mentre la prima parte di Wicked aveva trionfato, raccogliendo ben dieci nomination agli Oscar 2025 – inclusi i prestigiosi riconoscimenti per Miglior Film, Miglior Attrice per Cynthia Erivo e Miglior Attrice Non Protagonista per Ariana Grande, e portando a casa statuette per il Miglior Costume Design e la Miglior Scenografia – il sequel, Wicked: For Good, ha subito un destino diametralmente opposto. L’annuncio delle candidature il 22 gennaio 2026 ha rivelato un’esclusione totale, lasciando perplessi critici e addetti ai lavori che si aspettavano almeno un riconoscimento nelle categorie tecniche, se non per le performance o la musica.
Michelle Yeoh, interprete della carismatica Madame Morrible in entrambi i capitoli della saga, non ha nascosto il suo sdegno. In un’intervista, l’attrice, già vincitrice di un Oscar, ha dichiarato: “Non sono sorpresa. Sono sotto shock! Lo sono davvero”. La sua incredulità deriva dalla profonda convinzione che il film meritasse di essere riconosciuto. “È un film così bello, ben fatto”, ha affermato, sottolineando come Wicked: For Good non fosse una mera replica, ma “più elaborato e presenta molte più nuove destinazioni” rispetto al suo predecessore.
L’Ombra del Precedente e le Aspettative Frustrate
La teoria avanzata da Yeoh riguardo a questa esclusione è tutt’altro che infondata nel panorama accademico. L’attrice ha suggerito che i membri votanti dell’Academy possano aver pensato: “Oh, avete già ottenuto così tanto con il primo, diamo una possibilità ad altre persone”. Un sentimento che, seppur comprensibile in un contesto di equità , secondo Yeoh, non rende giustizia al merito artistico intrinseco del sequel. “Ma poi sembra: ‘No, dai!'” ha esclamato, evidenziando il disaccordo con tale prospettiva.
Questo fenomeno non è isolato. La storia degli Oscar è costellata di sequel che faticano a replicare il successo dei loro predecessori in termini di nomination e premi, anche quando acclamati dalla critica. Esempi recenti come Dune: Part Two e Avatar: The Way of Water hanno visto un numero inferiore di candidature rispetto ai capitoli iniziali, suggerendo una tendenza dell’Academy a privilegiare la novità . “Il brivido di qualcosa di nuovo è una parte importante di una narrazione da Oscar”, commenta un’analisi, indicando che i votanti potrebbero percepire un secondo film in due anni come “vecchio”.
Dietro le Quinte di Oz: Il Lavoro Creativo Ignorato
La delusione di Yeoh si estende a specifiche categorie che, a suo dire, avrebbero dovuto vedere il film in lizza. L’attrice ha menzionato in particolare il lavoro di Paul Tazewell per il costume design, il settore del trucco e delle acconciature, la regia di Jon M. Chu e la fotografia di Alice Brooks, nonché la scenografia. È interessante notare come anche per il primo film, nonostante le numerose nomination, Michelle Yeoh, Ariana Grande e Cynthia Erivo avessero espresso rammarico per l’assenza di Chu e Brooks tra i candidati per gli Oscar 2025. Questo suggerisce un’attenzione altalenante dell’Academy verso la direzione e la cinematografia dei film di Wicked, nonostante la loro innegabile spettacolarità visiva.
La stessa Yeoh ha insistito sul fatto che Wicked: For Good non fosse una semplice riproduzione, ma un’opera che ha esplorato “molte più nuove destinazioni” e ha richiesto “un lavoro più elaborato”. Questo implica uno sforzo creativo significativo che, a suo avviso, avrebbe dovuto essere riconosciuto. L’assenza di nomination per il Miglior Costume Design e la Miglior Scenografia, categorie vinte dalla prima parte, è particolarmente sorprendente, considerando la natura intrinsecamente visiva e fantasiosa del mondo di Oz.
Un Fenomeno Globale, Due Destini Accademici
Nonostante la fredda accoglienza dell’Academy, Wicked: For Good ha goduto di un notevole successo commerciale e di pubblico. Con un incasso di 528 milioni di dollari e, in combinazione con il primo film, un totale globale di quasi 1,3 miliardi di dollari, il musical ha dimostrato un’enorme risonanza tra gli spettatori. Anche la ricezione del pubblico è rimasta elevata, con un lodevole 93% di gradimento, a fronte di recensioni critiche più tiepide (66% su Rotten Tomatoes). Questa dicotomia tra l’apprezzamento popolare e l’indifferenza accademica solleva interrogativi sulle priorità e sui criteri di valutazione dell’Academy.
Prospettive Future e il Dilemma dei Sequel Musicali
L’episodio di Wicked: For Good potrebbe fungere da monito per future produzioni a puntate, specialmente nel genere musicale. L’Academy dimostra una certa ritrosia a premiare in modo consistente i sequel, anche quando costituiscono la seconda metà di un’unica, grande narrazione. Questa tendenza potrebbe influenzare le strategie dei produttori, spingendoli a creare opere più autonome o a riconsiderare la frammentazione di storie ambiziose in più film, se l’obiettivo primario rimane il riconoscimento agli Oscar. La battaglia per la Strega Malvagia dell’Ovest potrebbe essere finita sullo schermo, ma la discussione sulla sua eredità accademica è appena iniziata.
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