La Romania al Crocevia Energetico: Mini-reattori NuScale e una Strategia Nucleare Ambiziosa
Mentre il dibattito sulle politiche energetiche e le ‘tassonomie green’ continua ad animare il cuore dell’Europa occidentale, ad Est, la Romania si distingue per un approccio pragmatico e decisionista. Il colosso energetico statale rumeno, Nuclearelectrica, ha recentemente annunciato una svolta epocale: la decisione finale di investimento per l’edificazione di una centrale basata sui piccoli reattori modulari (SMR) di NuScale. Questa mossa non solo consolida la traiettoria energetica di Bucarest ma si propone come un potenziale faro di realismo per l’intero continente, sempre più alla ricerca di stabilità e indipendenza.
Il Progetto SMR a Doicești: Un Pilastro di Innovazione e Sicurezza Energetica
Il sito prescelto per questa avanguardistica infrastruttura è Doicești, nella Romania centrale, un’area che in passato ospitava una centrale termoelettrica a carbone. La scelta di riqualificare un sito esistente sottolinea l’efficienza e la visione circolare del progetto, riutilizzando infrastrutture già presenti. Il piano prevede la realizzazione di un impianto composto da sei reattori SMR NuScale Power Module™, per una capacità complessiva di 462 MW. Ogni singolo modulo vanta una potenza di 77 MW e presenta dimensioni compatte (circa 23 x 4,5 metri, facilmente trasportabili via terra) e un peso di circa 700 tonnellate. La tecnologia si basa sul collaudato sistema ad acqua pressurizzata, ma la vera rivoluzione risiede nella modularità e versatilità: i moduli, prefabbricati in fabbrica e poi trasportati, promettono tempi di costruzione ridotti, stimati in 36 mesi per modulo.
Un aspetto cruciale del progetto è la sua implementazione in fasi. La decisione di investimento finale, per ora, concerne esclusivamente il primo reattore. L’installazione dei rimanenti cinque moduli sarà subordinata al successo operativo e alla validazione del capofila. Sebbene le previsioni iniziali parlassero di un’operatività già nel 2027-2028, con un obiettivo di completamento per il primo modulo nel 2029, le tempistiche sono state revisionate con un “bagno di realismo”, posticipando la scadenza a dopo il 2030. Alcune analisi suggeriscono persino che la decisione finale di investimento complessiva potrebbe slittare fino all’inizio del 2027. Questa prudenza riflette la complessità di una tecnologia, sebbene approvata dalla Nuclear Regulatory Commission (NRC) americana come l’unica finora, che richiede un’attenta validazione sul campo.
Oltre i Mini-Reattori: La Strategia Nucleare Integrale della Romania
L’iniziativa di Doicești non rappresenta un evento isolato, ma si inserisce in una più ampia e ambiziosa strategia energetica della Romania, volta a raddoppiare la propria capacità nucleare entro il prossimo decennio. Attualmente, Nuclearelectrica gestisce due reattori CANDU da 706 MW ciascuno presso la centrale di Cernavodă, che contribuiscono a circa un quinto del fabbisogno energetico nazionale. I piani futuri includono non solo gli SMR, ma anche l’ammodernamento e l’espansione della centrale esistente. Nel 2024 è stato siglato un contratto da 3,2 miliardi di euro con un consorzio guidato dalla statunitense Fluor Corp per la costruzione di altri due reattori tradizionali da 700 MW a Cernavodă, con l’obiettivo di renderli operativi entro il 2032. L’italiana Ansaldo Nucleare, insieme a Candu Energy Inc. e Korea Hydro & Nuclear Power, è attivamente coinvolta nell’espansione e nel rinnovamento dell’Unità 1 di Cernavodă, il cui fermo operativo è previsto per il 2027 con rientro in funzione entro il 2029, estendendone la vita utile di altri 30 anni. Questi progetti delineano un quadro di diversificazione tecnologica e di partenariati industriali internazionali, in particolare con gli Stati Uniti.
Il progetto SMR di Doicești è sostenuto da importanti finanziamenti internazionali, tra cui un sostegno di 275 milioni di dollari annunciato al vertice del G7 nel maggio 2023 e un impegno finanziario di circa 99 milioni di dollari (82 milioni di euro) dalla US Export-Import Bank (Exim Bank) nel 2024. RoPower Nuclear, la joint venture responsabile del progetto, mantiene per ora una struttura azionaria invariata, con Nuclearelectrica e Nova Power & Gas come partner principali, nonostante precedenti discussioni sull’ingresso di un fondo di investimento sudcoreano.
Vantaggi e Sfide della Tecnologia SMR
I reattori modulari di piccole dimensioni rappresentano un cambio di paradigma significativo nell’ingegneria nucleare. La loro natura prefabbricata e assemblabile in loco riduce i costi e i tempi di costruzione rispetto alle mastodontiche centrali tradizionali. Oltre alla produzione di elettricità, i NuScale SMR sono progettati per una vasta gamma di applicazioni, tra cui il teleriscaldamento urbano, la dissalazione dell’acqua e la produzione di idrogeno su scala commerciale, offrendo una flessibilità notevole e un potenziale contributo alla decarbonizzazione multi-settoriale. La loro sicurezza è un altro punto di forza, con sistemi passivi che migliorano l’affidabilità operativa.
Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli. Un esempio emblematico è il fallimento del primo progetto SMR di NuScale negli Stati Uniti, il ‘Carbon Free Power Project’ di UAMPS, annullato a causa dell’aumento dei costi e della mancanza di abbonati. Questo episodio serve da monito sulla necessità di una gestione oculata dei costi e di tempistiche realistiche. La trasparenza nel processo decisionale e la comunicazione efficace sono essenziali per ottenere l’accettazione pubblica e garantire il successo a lungo termine di tali imprese.
La Romania come Hub Energetico Regionale
La spinta della Romania verso il nucleare avanzato è profondamente radicata in considerazioni geopolitiche ed economiche. Il Paese è impegnato a rispettare gli accordi con l’UE per l’eliminazione progressiva della lignite, un combustibile altamente inquinante, in cambio di fondi europei. L’invasione russa dell’Ucraina del 2022 ha, inoltre, elevato la sicurezza energetica a priorità assoluta, spingendo Bucarest a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche esterne e a diversificare il proprio mix. In questo contesto, l’energia nucleare, con la sua produzione di base costante e priva di emissioni, si presenta come una soluzione strategica.
La Romania aspira a diventare il primo paese in Europa a implementare con successo la tecnologia SMR e ad ergersi come catalizzatore per la sua diffusione nella regione. Questo posizionamento non solo rafforza la sua sicurezza energetica ma la eleva a centro di know-how e innovazione, con potenziali benefici economici e occupazionali significativi, stimando oltre 2.000 posti di lavoro durante la costruzione e 230 permanenti per il progetto Doicești. In un’Europa che spesso si arena in dibattiti ideologici, la Romania dimostra che è possibile unire la sostenibilità ambientale con la pragmatica ricerca di megawatt affidabili e indipendenza strategica.
fonte notizia e immagine: world-nuclear-news.org
Condividi Articolo:


