zecche, come difendersi

Zecche, come difendersi dal loro attacco

         
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Le punture delle zecche non riguardano solo gli animali selvatici o i cani che vivono all’aperto. Possono rappresentare un pericolo anche per gli esseri umani. Secondo gli esperti, infatti, il clima caldo e umido che caratterizza sempre di più le estati favorisce la proliferazione di questi piccoli animali. Oggi è possibile trovarle nelle zone erbose di montagna, campagna e perfino nei prati incolti cittadini. Il pericolo è legato al loro morso, perché possono veicolare malattie anche serie. Poiché in estate si trascorre più tempo, è possibile incontrare le zecche: come difendersi e come intervenire è importante.

 

Se incontriamo le zecche, come proteggersi

Nel nostro paese è bene prestare attenzione soprattutto in alcune regioni dove le zecche sono più diffuse. Le zone più a rischio sono Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige. Gli artropodi sono però presenti anche nell’Appennino Tosco-emiliano e un po’ ovunque nelle zone erbose e umide. In Europa le zecche sono diffuse in Austria, Germania, Svizzera, Paesi scandinavi e Balcani. Se ci rechiamo in queste zone per turismo, passeggiate, pic nic è bene prestare attenzione alle zecche. Come difendersi non è difficile, seguendo alcuni accorgimenti in fatto di abbigliamento. Proteggiamo il più possibile la pelle anche a costo di soffrire un po’ il caldo. Sono meglio i pantaloni lunghi che i bermuda e gli shorts, le camicie e le polo a manica lunga sono più adatte rispetto a T-shirt e magliette. In campagna e in montagna indossiamo scarpe chiuse e con le calze e facciamo lo stesso con i bambini.

È utile applicare sui vestiti prodotti repellenti a base di permetrina. Per la pelle, anche quella delicata dei bambini, vanno bene i prodotti che si usano anche per le zanzare a base di aloe vera, citronella, olio di neem. Per escursioni e passeggiate è meglio mantenersi sui sentieri, evitando l’erba alta e incolta dove si trovano le zecche. Come difendersi dalla possibilità di averne involontariamente incontrata una? Una volta a casa, togliamo gli indumenti nell’ingresso o sul terrazzo, scuotendoli con cura. È bene quindi ispezionare la pelle soprattutto nelle pieghe di gomiti e ginocchia, sulla schiena e nel cuoio capelluto. Quindi è consigliabile una doccia accurata.

 

In caso di zecche, come ucciderle?

In realtà, uccidere le zecche non è solo inutile ma anche pericoloso. Se infatti durante le escursioni nel verde ci teniamo lontani dall’erba alta e si evitano i pic nic tra gli arbusti e sotto gli alberi, non dovremmo essere attaccati dalle zecche. Questi artropodi infatti non saltano, come molti credono, ma avvertono la presenza di un animale e dell’uomo e si avvicinano, arrampicandosi o lasciandosi cadere dall’altro.

Se poi, una volta arrivati a casa, scopriamo sulla pelle nostra o dei famigliari una o più zecche, come comportarsi? Restiamo tranquilli e adottiamo pochi accorgimenti per asportarla. Mai schiacciare la zecca per ucciderla: così facendo si rischia di farle rigurgitare nella pelle il sangue succhiato, che può contenere germi. È invece importante mantenere la calma per cercare di togliere il più presto possibile l’insetto. Maggiore è il tempo che trascorre a contatto della pelle, più alte sono i rischi che trasmetta una malattia. Con una pinzetta a punte angolate ben pulita e le mani lavate con cura, si appoggiano le punte sulla pelle, premendo leggermente per afferrare bene l’insetto. Quindi si tira con fermezza e decisione, ruotando in senso orario senza schiacciare la zecca. Se non si è sicuri di riuscire a eseguire questa operazione, è meglio rivolgersi al medico.

 

Attacco delle zecche, come prevenire?

La prevenzione del morso delle zecche, oltre che con il comportamento responsabile, si previene anche con il vaccino contro la meningoencefalite. Non è indicato per tutti, ma solo per le persone che vivono in zone a rischio o che per lavoro entrano in contatto con l’erba alta. La zecca più pericolosa per l’uomo è l’Ixodes ricinus, che si nasconde nella vegetazione alta, nelle aree incolte in campagna e in montagna, in giardini e parchi in città. Con il morso, può trasmettere diverse malattie, delle quali la più pericolosa è la Tbe o meningoencefalite da zecche (Tick Borne Encephalitis). Si tratta di una infezione virale acuta che a volte provoca sintomi lievi. In altri casi causa cefalea, dolori muscolari, febbre alta, confusione mentale, paralisi. Sono a rischio soprattutto gli anziani.

Le zecche possono causare la Borreliosi o malattia di Lyme. Circa due settimane dopo l’attacco della zecca, compare un arrossamento localizzato nella zona del morso che tende lentamente ad espandersi. La malattia può causare anche dolori osteo-muscolari, mal di testa, difficoltà di concentrazione e intensa stanchezza. Contro la Borreliosi non esiste possibilità di vaccinarsi, ma l’infezione si cura con antibiotici in dosi e tempi prescritti dal medico. Anche in questo caso, il ricovero è necessario in casi rari, solo per le persone anziane o per quelle già debilitate da altre malattie.

 

 

Autore dell'articolo: Roberta Raviolo