Perché il bambino non dorme? Le cause
Tanti genitori si chiedono perché il bambino non dorme. Il piccolo, dalle prime settimane di vita fino ai due anni e oltre, rifiuta di prendere sonno, si sveglia di notte chiamando i genitori, scende dal lettino per raggiungere mamma e papà . Precisiamo che si tratta di una situazione comune. Almeno un bimbo su quattro ha difficoltà a prendere sonno o a riposare regolarmente. Le cause per cui il bambino non dorme sono molte e variano anche a seconda dell’età . Una curiosità : secondo la Società Italiana di Pediatria, rispetto a un secolo fa i bambini hanno perso in media due ore di sonno. Le ragioni sono troppa illuminazione, molto rumore, abitudini diverse rispetto a un tempo.
Quanto dovrebbe dormire un bambino
Le esigenze di sonno dei bambini variano a seconda dell’età . Fino all’anno di vita, il piccolo dovrebbe dormire 14-18 ore su 24, per la maggior parte concentrate durante la notte, con un sonnellino al mattino e due al pomeriggio. Dai 12 mesi ai 5 anni, al riposo sono riservate 12-14 ore. Spesso il bambino dorme ancora un po’ a metà mattina, per poi smettere questa abitudine dopo l’anno e mezzo. Dai tre anni circa molti bimbi abbandonano il riposino pomeridiano. Da 6 a 10 anni i bambini dovrebbero dormire 10-12 ore al giorno, mentre dalla preadolescenza, quindi dopo gli 11 anni, dovrebbero dedicare al sonno 8-10 ore.
Nei primissimi giorni, il motivo per cui il bambino non dorme è dovuto al fatto che il suo ritmo circadiano non è ancora maturo. Quando era nel ventre materno si trovava in una sorta di penombra perenne. Dopo la nascita avverte luci, rumori, stimoli di molti tipi e ci si deve abituare. Il suo sistema nervoso deve ancora adattarsi a regolare le ore di sonno con il buio e i momenti di veglia con la luce. Per questa ragione, il bambino spesso dorme durante le ore diurne ed è sveglio in quelle notturne e serali. Il rimedio consiste soprattutto nell’aspettare che passino i mesi. Certo, è faticoso, ma solo la maturazione del ritmo circadiano porterà alla regolarizzazione dei ritmi del sonno. Nel frattempo, pur assicurando al bebè la sufficiente quantità di riposo, è giusto abituarlo all’alternanza di luce e buio, silenzio e rumore.
Se il bambino di notte non dorme
Un bambino che non dorme durante la notte può essere semplicemente affamato o bisognoso del contatto con la madre. Nei primi mesi di vita infatti i ritmi del piccolo si svolgono di giorno e di notte in base agli orari della poppata. E’ pertanto normale che, quando viene tolto il pasto notturno, il piccolo si svegli piangendo in coincidenza di quando si alimentava. Può avere fame, oppure semplicemente sente la mancanza del corpo materno, del piacere di succhiare che gli regala conforto e benessere. Diamogli tempo: dal quarto mese in poi il piccolo riuscirà a resistere per un tempo più lungo durante la notte. Nel frattempo, si può provare a proporgli il ciucciotto, che ha un effetto consolatorio. Si può mettere il bambino a letto prima che si addormenti, restando qualche minuto accanto a lui.
In altri casi il bambino non dorme perché sta crescendo ed è più consapevole. Inizia quindi a cogliere la differenza tra il giorno e la notte e questo lo agita perché equivale alla separazione dai genitori. Come fare? Mai farsi vedere nervosi o in ansia, meglio tenere il bebè tra le braccia, in un luogo tranquillo e silenzioso, cullandolo dolcemente. Evitare di farlo giocare e di accendere la luce, perché questo lo sveglierebbe di più. Possiamo anche adagiarlo nella culla o nella carrozzina, cullarlo con dolcezza tenendogli una mano sulla schiena o sul pancino perché avverta la presenza del genitore.
Se un bambino non dorme mai
Un bambino che rifiuta categoricamente di dormire o che si sveglia spesso di notte potrebbe avere qualche piccolo problema di salute. In questo caso è meglio parlarne con il pediatra. Può essere qualcosa di banale come la dentizione, il nasino tappato, un po’ di mal di pancia per colpa delle coliche. Oppure l’insonnia può essere legata alla paura di stare solo, al timore del buio che inizia a manifestarsi verso i due anni. A questa età infatti i piccoli iniziano a sviluppare una fervida immaginazione anche a causa delle nuove esperienze quotidiane. La loro stanza di notte si popola di mostri e di figure spaventose.
È importante far capire al bambino che è una paura immaginaria. Ripeterglielo con calma e serenità , lo convincerà con il passare del tempo. Nel frattempo, qualche accorgimento può aiutare il piccolo ad assopirsi. Il bimbo dovrebbe andare a coricarsi quando ha già sonno, per non restare troppo tempo sveglio al buio da solo. È utile sistemare una luce di cortesia in un colore rasserenante, che non proietti strane ombre sul muro. Si può lasciare aperta la porta della sua cameretta, in modo che i rumori tranquillizzanti della casa lo accompagnino verso un sonno sereno. Se nemmeno questo aiuta, assicuriamoci che il bambino non sia vivendo un periodo di stress, a causa per esempio di liti in famiglia o di difficoltà al nido. Anche in questo caso il pediatra potrà fornire consigli utili.
Fonte foto: Pexels Foto di Dominika Roseclay
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