Zen Circus Roma: report Rock in Roma

         
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Zen Circus Roma: un concerto indimenticabile

Zen Circus Roma. Il 5 luglio 2019 durante il Rock in Roma gli Zen Circus sono saliti sul palco per regalare al pubblico presente un concerto spettacolare. Alcuni fan erano ad aspettare la band già dal pomeriggio, seduti sull’asfalto bollente della capitale. Ma nemmeno il caldo torrido della città  riuscito a fermare i più temerari che non hanno preferito sopportare il caldo e correre per guadagnarsi un posto in transenna. Molti quelli provenienti dal Lazio, ma soprattutto in tanti ad essere arrivati nella capitale da fuori regione, anche da molto lontano. L’apertura porte programmata per le 20:00 è stata posticipata di mezz’ora o poco meno, il tempo debito per permettere alla band di terminare le prove.

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Zen Circus Roma: folli ed emozionanti

Il concerto è iniziato alle 22:00 in punto, tra le urla e i sorrisi dei fan di ogni età presenti all’Ippodromo delle Capannelle. Più che un concerto è stata una festa che, come ha detto il cantante Andrea Appino ha una regola:

“Più voi fate casino, più noi facciamo casino”

A tal proposito è partito più volte il cosiddetto “pogo”, tanto che ad un certo punto del concerto si è aperto un varco al centro del parterre. Lì i fan più audaci hanno dato sfogo all’istinto primordiale di divertirsi il più possibile, sotto le note delle meravigliose canzoni della band. La scaletta ha avuto come protagoniste molte canzoni del gruppo: da quelle risalenti a molti anni fa, fino all’ultima.

La serata è iniziata con le canzoni: “La terza guerra mondiale”,“Catene”, “Vent’anni”, “Non voglio ballare”, “Il fuoco in una stanza”, “Andate tutti affanculo”, “Ilenia” e “La teoria delle stringhe”. All’inizio di ogni brano i membri del gruppo hanno dato libero sfogo a tutta la loro simpatia, con appassionante ironia e indiscussa felicità. Successivamente è stata la volta di “Pisa merda”, “I Qualunquisti”, l’ultimo singolo intitolato “Canta che ti passa” e “Sono umano”.

Un concerto coinvolgente a 360 gradi

Subito dopo è stata la volta della canzone intitolata “Ragazzo eroe”. A questo punto il batterista della band Karim Qqru pseudonimo di Gian Paolo Cuccuru è sceso giù dal palco. Lì insieme ai fan delle prime file ha dato libero sfogo alla sua “follia”, suonando uno strumento un po’ particolare del quale lo stesso Appino ha affermato divertito:

“Sono vent’anni che  non capiamo che cosa è!”

Il tutto tra le risate e le urle dei fan.

Il concerto è proseguito con i brani: “Ragazza eroina”“Figlio di puttana”, “L’egoista”. Poi è stata la volta della canzone intitolata “L’amore è una dittatura” con la quale la band ha partecipato a Sanremo, e po ancora il brano “Nati per subire”.

Infine dopo una bravissima pausa, il concerto è giunto al termine con “L’anima non conta”“Fino a spaccarti due o tre denti”“Viva”.

Gli  Zen Circus sanno sempre come lasciare i propri fan senza parole. Non solo un concerto quindi, ma una grande famiglia riunita, che con semplicità, divertimento e arte, è riuscita a trasformare un concerto in una serata indimenticabile.

 

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24