25 aprile : Anpi e Smuraglia ricordano il “diritto alla libertà”

Roma. Il 25 aprile è una data storica. La Liberazione, la nuova fondazione, è la giornata in cui si festeggia la pace e la libertà, senza dimenticare gli uomini e le donne che l’hanno conquistata per noi.

“Il 25 aprile è la festa di tutte le italiane e gli italiani. Delle loro radici e del loro futuro. ” Così il portavoce dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia ricorda questo giorno.

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclama l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazi fascisti. E’ il giorno in cui l’Italia è stata “liberata” dalla guerra e dal fascismo. Una data che dovrebbe renderci, un po di più, di essere italiani, figli di quegli uomini e quelle donne che combattendo per la propria libertà hanno reso il sogno di democrazia, una realtà.

Il ricordo dell’Associazione nazionale Partigiani

L’Associazione nazionale Partigiani, ricorda, ogni anno, con orgoglio questo giorno. “Una vittoria, la prova concreta che insieme è possibile, che la lotta coraggiosa porta frutti buoni“. Questo il comunicato in vista delle celebrazioni. Il ricordo dell’Associazione parte dai nomi e dai commenti di giubilo dei partigiani che hanno liberato la nostra Patria, per poi finire sul concetto di pace ed unione. La pace conquistata con la fine della guerra e quel senso di unione e fratellanza che attraversava tutto lo Stivale all’alba del 25 aprile.

Festeggiamo la Costituzione nel 70° anniversario della sua approvazione“. E’ impossibile parlare di pace, unione, democrazia, senza considerare la nostra Costituzione. 72 anni fa si decideva di imboccare la strada della Democrazia, si decideva di essere liberi collaborando gli uni con gli altri per poter affrontare il lungo e straordinario viaggio che portò alla creazione delle norme costituzionali.

 

72 anni di Liberazione

25 aprile 2017 e 72 anni di democrazia e libertà. Pensando ai principi e alle libertà costituzionalizzate nel 1945 non possono passare inosservate le parole di chiusura dell’Anpi ( Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) : “Principi e valori realizzati solo in parte se guardiamo alla situazione complessiva dell’Italia dove un diritto elementare, come quello al lavoro, in particolare per i giovani, è disatteso, dove l’attuale modo di far politica per lo più allontana, invece di stimolare e promuovere la partecipazione popolare, dove l’orizzonte antifascista non è ancora pienamente patrimonio dello Stato in ogni sua espressione. ” Una critica amara ma  veritiera. Oggi non ci possiamo definire liberi. Lottiamo, infatti, ogni giorno, per ottenere quei “diritti elementari” che suonavano come garanzie necessarie agli albori della nuova Italia del dopoguerra.

Dobbiamo trasmetterci la voglia di essere parte attiva dell’irrimandabile processo di attuazione integrale della Costituzione.” Rincara Smuraglia, Presidente Anpi, per il quale il 25 aprile deve necessariamente rappresentare un impegno quotidiano ” a sentirci una comunità in marcia verso una democrazia realizzata fino in fondo. Con l’entusiasmo e le capacità di ognuno. ” Come sempre sono parole piene di positività, speranza e tanto senso di cittadinanza, quelle dell’Avvocato Smuraglia, da sempre in prima fila per i diritti di cittadinanza.

 

Oggi, probabilmente, il valore che più dovremmo ricordare è quello dell’essere parte attiva di una collettività, un “uno che si muove in funzione del tutto”. Quello che ci rende lontani dai nostri progenitori è la voglia di fratellanza, è la sensibilizzazione ed anche quella necessità di scegliere. Partecipare attivamente per comprendere in pieno il momento storico che stiamo vivendo con tutte le sue complessità, questo è l’ingrediente che dovremmo ritrovare per poter ricreare un varco lo stesso che, 72 anni fa, ci portò a rivedere la luce.

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