40 anni del cd…e sentirli!
40 anni del cd…e sentirli! Nato l’8 marzo del 1979, il Compact disc è ormai una modalità di memorizzazione dati in disuso
Parlane dei 40 anni del cd è fare un salto negli anni 90 quando è lì che si ascoltava musica, è lì che si copiavano i file più importanti.
Insomma, dopo il floppy disc, il sistema digitale di conservazione dati più innovativo.
Oggi le cosa sono profondamente cambiate; non si parla tanto di pennette Usb ma di cloud e smartphone.
Sono dunque 40 anni del cd… da quell’8 marzo 1979 quando la Philips crea il primo compact disc, destinato a rivoluzionare l’ascolto e la memorizzazione dei dati
Dalla joint venture Philips-Dupont, si sviluppano gli studi preliminari per la realizzazione di un disco con una capacità oltre 600 MB di dati e circa un’ora di musica in formato digitale.
La cosa non entusiasmò i manager DuPont per via degli enormi investimenti richiesti. A quel punto il management rifiutò il progetto e chiese a Philips di continuare da sola.
Di fatto quindi la progettazione del Cd nella sua configurazione definitiva risale al 1979, grazie a una nuova joint venture della Philips con l’azienda giapponese Sony.
Azienda che, a sua volta, già dal 1975 stava sperimentando in modo indipendente la tecnologia per un disco ottico digitale.
Da quel momento le vendite e il loro utilizzo salirono vertiginosamente al punto che nel 1990 l’intero settore dei Cd supera i 33 giri.
Mai 40 anni del cd cominciano a farsi sentire non l’arrivo delle piattaforme immateriali come Youtube e Spotify
Non tanto l’arrivo del Mp3 perchè nel 2007 si contano ancora 200 miliardi di compact disc venduti nel mondo.
Il problema per i Compact disc sono è arrivato con Spotify che ha soppiantato un formato mai tanto amato per la scarsa qualità del suono.
Si è arrivati così al 2015 con la scomparsa del Cd dalle preferenze sia come strumento di raccolta dati sia come mezzo per ascoltare musica.
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