Dieci anni di Facebook Italia

Dieci anni di Facebook Italia. Ecco cosa è cambiato

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Non solo community. Dieci anni di Facebook Italia

E’ l’Ottobre del 2009 quando il social network più famoso aprì un ufficio a Milano: dieci anni di Facebook Italia.
Creato nel 2004 da Mark Zuckerberg e dai suoi compagni di università Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes come portale dedicato agli studenti, Facebook riscontrò immediatamente un enorme successo, estendendosi ben oltre la vita accademica.

Nel nostro Paese arrivò solo alcuni anni più tardi e tra il 2008 e il 2010 il numero degli utenti italiani attivi passava da 1 a 11 milioni.

Nel 2009, infatti, era già noto al 61,6 % della popolazione, mentre il 70,5 % degli utenti dichiarava di essersi iscritto per stare in contatto con gli amici. Oggi, un dato appena rilasciato da Facebook calcola in 330 milioni i nostri contatti all’estero: i più sono negli Stati Uniti e, fra gli europei, spiccano inglesi, tedeschi e romeni.

Dieci anni di Facebook Italia. Il social network che accorcia le distanze

L’Italia è il secondo Paese d’Europa più presente sui gruppi, con 27 milioni di italiani attivi in almeno uno. “Il livello di engagement è uno dei parametri per misurare la rilevanza dei Paesi“, spiega Luca Colombo, country manager in Italia. “Buona parte del lavoro consiste nell’incentivarlo. Ad esempio, ogni giorno, 25 milioni di italiani aprono Facebook e ognuno ha un’homepage diversa, coi contenuti che l’algoritmo ritiene più attrattivi per lui“.

Come è accaduto per altre applicazioni, questo social network ha contribuito ad accorciare le distanze verso amici e parenti lontani. E come altri strumenti sociali il colosso di Menlo Park ha mostrato molti dei suoi pro e alcune delle sue fragilità.

In principio c’era lo “status”

In questi dieci anni il mondo Facebook è cambiato considerevolmente. I like sono diventati indice di successo personale. Poi, sono arrivate le reactions, le faccine che indicano gioia o dispiacere, ed è stato come dare più valore alle emozioni e meno al narcisismo. In principio, c’era lo “status” che, nel 2013, è diventato “cosa stai facendo?”.
Ora è “a cosa stai pensando?”. Il che significa condividere meno foto e più riflessioni. Una ricerca ha misurato che i post scritti per condividere momenti difficili ricevono più commenti e più lunghi. Poter geolocalizzare gli amici, inoltre, è diventato un invito a incontrarsi dal vivo.

Un social network in continua evoluzione

Nel corso del tempo Facebook ha continuato ad evolversi. Da semplice forma di intrattenimento è divenuto un utile mezzo per reperire informazioni; lo si consulta per aggiornarci su ciò che accade nel mondo e per scambiarsi opinioni. Nel 2014 viene introdotto il “safety check”, un modo per rassicurare amici e familiari in concomitanza con particolari avvenimenti (per esempio a seguito della strage del Bataclan, nel Novembre del 2015, ben 4 milioni di utenti hanno utilizzato questa funzione).

Gli scandali sul tema della privacy

L’anno scorso una sequenza di scandali sul tema della privacy, a cominciare dal caso Cambridge Analytica, ha cambiato il volto della società e la sua percezione a livello pubblico, costringendo Facebook a misurarsi con sempre più pressanti richieste di regolamentazione, controllo della gestione dei dati personali, diffusione delle fake news e di tutela della concorrenza.

L’avvento di Instagram

Il social network ha accusato anche il cambio generazionale che ha portato i giovani a prediligere Instagram, di cui comunque è proprietario. Facebook, ad ogni modo, rimane il social network più usato al mondo.

Fonte Immagine: Wikipedia

 
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Autore dell'articolo: Maria D'Argento

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