Fusione Facebook

Fusione Facebook: una chat unica per 3 app differenti

         
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Fusione Facebook. Era da qualche tempo che, voci di corridoio e qualche indiscrezione dello stesso Mark Zuckerberg, trapelavano in merito alla questione.


Whatsapp  Instagram Messenger, tutte unite da un’unica chat, con crittografia end-to-end,  pur mantenendo la distinta piattaforma d’origine.


Nonostante le famose App, appartengano comunque già al colosso statunitense, ciò che prima le distingueva, adesso le vuole riunite sotto un’unica fusione da parte della Facebook Inc.

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La notizia, che sembra rendersi concreta in questi giorni, parla unificare solo le chat in un’unica applicazione. In questo modo, la possibilità, da parte dei tre Brand sarà di restare comunque separati, esattamente come lo sono in questo momento.

Tra i primi vantaggi è reso noto, quello di cominciare, per esempio una conversazione crittografata end-to-end con qualcuno che magari dispone soltanto di Facebook.

Oppure un utente  Whatsapp, che, pur non avendo un contatto in rubrica può scrivere a un utente di Messenger. O diversamente, un utente Messenger che, non conoscendo il numero di una persona, può scrivergli, senza violare la privacy su Whatsapp.


Mark Zuckerberg, insomma, specifica che il suo intento è di migliorare e sviluppare quella che è l’esperienza della messaggistica istantanea perché, oggi sempre più persone, richiedono un software che renda affidabile e semplice (ma soprattutto privata) ogni tipo di conversazione.

 


Nonostante le beghe 2018, che hanno visto pendere la spada di Damocle sul numero uno del social Blu, si lavora con prodotti crittografati utilizzando, ripetiamo, la tecnologia end-to-end, in modo tale da poter facilitare le comunicazioni con diverse persone; principalmente amici e familiari.

Indubbiamente questo progetto è in fase di realizzazione, ma si vocifera che potrebbe essere già fattibile tra fine 2019 e primi del 2020.

Fusione Facebook: la parola “chiave” è Integrazione

La Fusione Facebook, non intende dunque unificare le tre App, nonostante futuro tutto ciò non sia da escludere.

Anche se per ora i 3 servizi, continuano a lavorare distintamente, sarà la loro infrastruttura di messaggistica ad essere integrata e unificata. Inoltre, la possibilità di sfruttare l’end-to-end, non permetterà intromissioni per conto terzi, consentendo appunto una conversazione solo da persona singola a persona singola.

I creatori di WhatsApp e, non da meno, gli stessi dipendenti di Instagram si dichiarano favorevoli all’integrazione. Nonostante ora, le parole del Presidente Facebook, siano un tantino fuorvianti.

Per quanto riguarda il numero 1 di Facebook, il suo intento è quello, per ora, di difendere a tutti i costi il suo prodotto diventato miliardario.

Purtroppo, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, Mark Zuckerberg è più preoccupato di recuperare la sua reputazione.

Ciò evidenzia come, lo sviluppo di questa nuova idea, al momento resta in via del tutto aleatoria. In una delle sue ultime dichiarazioni, il presidente afferma che:

“voler creare annunci pubblicitari mirati, (sempre in base a quelli che sono gli interessi della community di Facebook) è diverso da vendere i dati delle persone. Poiché –  continua – ci sia la necessità di un servizio accessibile a tutti; e quindi il modo migliore per far sì che i servizi siano gratis e fruibili è offrire servizi gratuiti tramite gli annunci”.

2018 l’anno dello scandalo

Per il colosso statunitense, il 2018 rappresenta una vera stangata; soprattutto per lo scandalo legato alla protezione dei dati e della privacy.  Lo scandalo, più che altro, ha creato problemi e pensieri su una possibile manipolazione del social network per scopi politici.

Eppure, l’impero Facebook non si scompone e, a quanto pare, continua a incassare guadagni da capogiro.

A seguito di questo scandalo e della violazione “possibile” sulla privacy, oggi Facebook ha adottato delle misure più drastiche; come ad esempio tenere sotto controllo i diversi like che gli utenti possono concedere a determinate pagine. Oppure, le eccessive condivisioni e, non da meno, il controllo su come l’utente medio indicizza la pubblicità.

Purtroppo la community non è molto soddisfatta, così fa piovere critiche e pesanti osservazioni sul social.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24

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