700 anni dalla morte di Dante

700 anni dalla morte di Dante, riflessioni…in italiano

         
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700 anni dalla morte di Dante, riflessioni sulla lingua italiana. Ricorre quest’anno l’anniversario della scomparsa del sommo poeta

Nato a Firenze nel 1265 e morto a Ravenna nel 1321: sono passati dunque 700 anni dalla morte di Dante, da tutti riconosciuto come il padre della lingua italiana.

Dante dunque, oltre che un linguista, teorico politico e filosofo, fu un personaggio che segnò il trionfo della lingua italiana (volgare) su quella latina.

Infatti espresse nel suo De Vulgari Eloquentia la naturalezza della lingua volgare poichè è la prima che apprendiamo alla nascita, mentre tutte le altre le apprendiamo per necessità.

Come ricordare il Sommo Poeta? L’artista Maria Basile risponde alla domanda così:

Limitando il ricorso delle espressioni in altre lingue, normalmente usate e/o abusate nel comune linguaggio che quotidianamente usiamo; almeno per questo anno in cui celebriamo il settimo secolo della sua scomparsa.

Ci riusciremo? Bella sfida vedremo come andrà a finire, accessibile ai soli aristocratici e che pertanto escludeva i più dal contesto culturale.

Ognuno di noi può omaggiare ugualmente Dante, cercando di limitare i vocaboli stranieri nel proprio abituale lessico, per dare di lui memoria devota e grata di ciò che fu il suo impegno letterario.

Senza il “Sommo Poeta” da sette secoli, un anniversario da celebrare dunque in italiano

Nell’anno di Dante sarebbe infatti il più alto riconoscimento al “Sommo Poeta” impegnarci a non ricorrere a quei lemmi stranieri che infarciscono i nostri discorsi; ben consapevoli inoltre che la nostra è una lingua antica che oltre ad appartenerci ci onora.

Prosegue inoltre l’artista:

Tutto il mondo infatti riconosce la bellezza della lingua italiana per la sua liricità e le allitterazioni quasi musicali.

Non si capisce dunque perché si voglia imbastardire l’eloquio dolce e al contempo vibrante delle nostre terre con l’inserzione sempre più frequente e spesso incongrua del gergo inglese.

Almeno nell’anno dedicato a Dante (che la lingua italiana ha reso sacra) si potrebbero evitare gli ammiccamenti di lingua straniera e le scorciatoie linguistiche anglosassoni.

A questi pensieri non è sottesa un’aspirazione autarchica, bensì il desiderio d’avvalorare, soprattutto nei giovani, la consapevolezza della nobiltà d’una lingua (la nostra) universalmente riconosciuta come una delle più belle e antiche del mondo: Dante se lo merita e, da lassù sorride e ringrazia.

 

Dipinto nella foto realizzato dall’artista Maria Basile

Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.