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Amici a 4 zampe, italiani primi in Europa

         
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Amici a 4 zampe, italiani primi in Europa. L’indagine Censis evidenzia come il 52% tiene molto alla salute dei propri animali

Il valore sociale del medico veterinario è il titolo del report del Centro studi dedicato agli amici a 4 zampe.

L’indagine che mette in risalto come per il 28,5% degli intervistati è la professionalità e l’utilità del veterinario ad essere prioritario.

Mentre per il 13,8% la complessità del lavoro e per il 12,2% è un mestiere affascinante.

Numeri che rispecchiano anche il ruolo centrale che l’animale domestico ha per gli italiani: il 52% lo tiene in casa.

Infatti con 53,1 animali da compagnia ogni 100 abitanti, l’Italia si colloca al secondo posto in Europa.

Meno dell’Ungheria (54,2 ogni 100 persone), ma più di Francia (49,1), Germania (45,4), Spagna (37,7) e Regno Unito (34,6).

Nel nostro paese inoltre gli amici a 4 zampe sono in tutto 32 milioni così classificati:

  • 2,9 milioni di uccelli,
  • 7,5 milioni di gatti,
  • 7 milioni di cani,
  • 1,8 milioni di piccoli mammiferi (criceti e conigli),
  • 1,6 milioni di pesci,
  • 1,3 milioni di rettili.

Nel dettaglio: nel 2017 le famiglie italiane hanno speso 5 miliardi di euro per la cura e il benessere dei loro animali domestici (+12,9% negli ultimi tre anni).

In media quindi 371,4 euro all’anno per ogni famiglia con animali destinati a cibo, collari, guinzagli, gabbie, lettiere, toletta, cure veterinarie.

Numeri che dimostrano come la presenza e il ruolo del veterinario sia sempre più importante per coloro che hanno un animale in casa.

Buona reputazione confermata dal 63,3% degli italiani che incoraggerebbe un giovane che volesse studiare Medicina veterinaria all’università.

Infatti a tal proposito l’indagine stima, per il 2018, una crescita degli iscritti all’Ordine dei medici veterinari sono 33.302, il 23,5% in più rispetto al 2008.

Tutti questi dati però non corrispondono a un adeguato riconoscimento: fare il veterinario per molti è più una missione che una professione

La percezione positiva di conseguenza, non si traduce in un adeguato riconoscimento economico.

A 5 anni dalla laurea i medici odontoiatri guadagnano in media 2.131 euro netti al mese, i medici chirurghi 1.820 euro, i medici veterinari solo 1.271 euro.

In pratica il 40% in meno dei medici odontoiatri e il 30% in meno dei medici chirurghi.

Gli studi veterinari, inoltre, dichiarano un reddito medio di impresa o di lavoro autonomo di 21.160 euro all’anno.

Dati di molto inferiori ai 51.740 euro degli studi odontoiatri (il 59% in più) e i 65.870 euro degli studi medici (il 68% in più).

In realtà sarebbe necessario un cambio di passo dato che il veterinario si adegua alle disposizioni di legge (vedi la ricetta veterinaria elettronica) e alle novità che ruotano intorno agli amici a 4 zampe

Infatti non solo si occupano di garantire la qualità e la sicurezza degli alimenti di origine animale che finiscono sulle nostre tavole.

Il loro compito è anche salvaguardare dell’ambiente attraverso i controlli delle acque fluviali e marine.

In definitiva, la nuova immagine del medico veterinario è molto più complessa e articolata di certe raffigurazioni tradizionali.

Il nuovo paradigma è One Health, cioè salute unica e medicina unica per l’intera collettività: uomo, animale e ambiente insieme, secondo una logica sistemica e multidisciplinare.

In merito ha detto Gaetano Penocchio, presidente della Fnovi (Federazione nazionale ordini veterinari italiani):

Sempre più medici veterinari e medici sono impegnati a realizzare quella collaborazione.

Una prospettiva che è un punto fermo per la programmazione delle strategie globali di prevenzione e controllo delle emergenze sanitarie.

Serve conciliare ambiti finora disgiunti (medicina umana e veterinaria, globale e locale) per convergere verso una sanità pubblica comparata.

Questo ci consentirà di parlare e scrivere One Medicine, One Health.

Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.