Anche l'Italia vulnerabile a SIMjacker

Anche l’Italia vulnerabile a SIMjacker: attenzione

 

Anche l’Italia vulnerabile a SIMjacker: attenzione. Recentemente è stata resa nota una lista inerente ad una pericolosa vulnerabilità. All’interno di essa sono elencati tutti i Paesi che potrebbero avere schede SIM vulnerabili a SIMjacker. Purtroppo anche l’Italia è presente in questa lista. Dunque è necessario prestare molta attenzione. A rendere nota la “lista nera” è stato Adaptive Mobile.

Sono 29 le nazioni presenti nella lista. Però uno dei problemi principali riguarda un altro aspetto. Infatti, nella lista non sono elencati gli operatori vulnerabili. L’unica cosa certa è che, sicuramente, in Italia sono presenti SIM vulnerabili.

Anche l’Italia vulnerabile a SIMjacker: ecco i rischi

Il problema inerente a SIMjacker era stato reso noto recentemente. Esattamente nel mese di settembre scorso. Dunque, ricordiamo che l’attacco sfrutta una vulnerabilità presente nelle SIM che utilizzano l’applet Java S@T Browser. Quindi è indispensabile configurare il livello di sicurezza dell’applet. Nel caso contrario la SIM potrebbe essere vittima di un attacco e i dati personali potrebbero essere a rischio.

Innanzitutto potrebbero essere inviati SMS all’insaputa dell’utente vittima dell’attacco SIMjacker. Oppure la posizione del proprio smartphone potrà essere facilmente rilevata. Ovviamente questi elencati sono solo alcuni dei rischi a cui si può andare incontro. Infatti la lista è molto più ampia e complessa. Fortunatamente nel corso della conferenza Virus Bulletin 2019 sono stati presentati alcuni dati.

Questi erano inerenti proprio al pericoloso virus che attacca le SIM. Sembrerebbe che in Messico, Colombia e Perù sono stati rilevati alcuni casi di attacchi da parte di SIMjacker. Fortunatamente gli utenti colpiti non sono stati vittime di danni particolarmente gravi. Adaptive Mobile ha rilasciato alcune parole inerenti al grave problema. Ecco quanto affermato sul sito ufficiale:

“Abbiamo scelto di non nominare la compagnia che crediamo sia responsabile. Questo perché facendolo avremmo bisogno di rilasciare ulteriori prove. Quelle prove rivelerebbero metodi specifici e informazioni che potrebbero impedirci di proteggere gli utenti”.

Dunque, l’azienda tranquillizza gli utenti invitandoli a mantenere la calma.

Fonte foto copertina: pixabay

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Autore dell'articolo: Emanuela Acri

Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,