Arriva la Legge per la chiusura domenicale

Arriva la Legge per la chiusura domenicale dei negozi

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Arriva la Legge per la chiusura domenicale dei negozi: Movimento 5 Stelle e Lega propongono il testo alla Camera

 

Roma, lì 03 Febbraio 2019 – Alla Camera arriva la Legge per la chiusura domenicale dei negozi.

 


Le due anime del Governo Conte, Movimento 5 Stelle e Lega, hanno raggiunto un accordo di massima sulla chiusura domenicale dei negozi; dunque, il testo della proposta di legge inizia il suo iter d’approvazione.


Arriva la Legge per la chiusura domenicale dei negozi: le condizioni ed i casi particolari

Una delle regolamentazioni più controbattute degli ultimi anni è l’apertura delle attività commerciali durante le domeniche e le festività; infatti, da un lato clienti e titolari sono favorevoli ad estendere gli orari d’apertura; mentre dall’altro gli addetti ai lavori sono propensi a riposare e vogliono poter trascorrere maggiore tempo libero.

Lo scenario prospettato considera metà aperture domenicali e prevede che le attività commerciali rimangano chiuse nelle 12 festività nazionali; ma rappresentano un’eccezione 4 giorni festivi di apertura che verranno stabiliti su base regionale. Inoltre, rappresentano casi particolari i centri storici, che potranno aprire anche tutte le domeniche dell’anno, ma non nei giorni festivi.

Arriva la Legge per la chiusura domenicale dei negozi: il testo

Il testo, dunque, accontenta entrambe le fazioni del Governo Conte, poiché coincide con una sorta di media tra le pretese politiche di Lega e M5S; quindi, i negozi resteranno aperti in occasione di 26 domeniche su un totale di 52. Discorso particolareggiato per le zone turistiche, le quali avranno la possibilità di regolamentare le 26 domeniche.

Per i negozi siti in luoghi classificati come centri storici ci sarà la possibilità aprire anche tutte le domeniche ma non durante le festività. La tipologia di attività svolta ha importanza poiché alle seguenti attività commerciali  sarà consentito sfruttare la massima apertura al pubblico:

  • generi di monopolio;
  • villaggi turistici;
  • punti vendita al dettaglio situati nelle aree di servizio lungo le autostrade ed anche nelle stazioni ferroviarie, marittime ed aeroportuali;
  • gelaterie, pasticcerie, gastronomie;

Ed ancora gli esercizi specializzati nella vendita di:

  • bevande;
  • fiori, piante ed articoli da giardinaggio;
  • mobili;
  • libri;
  • dischi, nastri magnetici, musicassette, videocassette;
  • opere d’arte, oggetti d’antiquariato, stampe;
  • cartoline, articoli da ricordo e artigianato locale, e anche le stazioni di servizio autostradali e le sale cinematografiche.

Le sanzioni amministrative prevedono importi da 10 mila a 60 mila euro, con rischio di raddoppio in caso di recidiva.

 
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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano disperatamente lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".