automobilisti italiani e auto connesse

Automobilisti italiani e auto connesse:mercato redditizio

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Aniasa e Bain & Company hanno condotto un’innovativa ricerca sugli automobilisti italiani e auto connesse

Automobilisti italiani e auto connesse:“L’auto connessa…vista da chi guida. Il ruolo ed i rischi dei dati nell’industria dell’auto.”

Ad oggi un terzo delle auto è già connessa ed oltre la metà di chi guida intende dotarsene; ma gli automobilisti sono pronti a condividere i dati del veicolo solo per questioni di sicurezza. È emerso che si è disposti a condividere i dati del veicolo (ma non quelli personali del telefono) per servizi che possano aumentare la sicurezza personale e dell’auto; dunque, è vista con favore la localizzazione in caso di emergenza o furto, la diagnostica da remoto e la manutenzione predittiva. Persistono timori su possibili accessi ai dati, violazioni della privacy o hackeraggio del veicolo.

Automobilisti italiani e auto connesse, i risultati della ricerca L’auto connessa…vista da chi guida. Il ruolo ed i rischi dei dati nell’industria dell’auto”

ANIASA, è l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità. Lo studio evidenzia come la telematica, ormai da anni nel mondo dei trasporti, si stia diffondendo anche con l’industria dell’auto, dando vita all’auto connessa. ANIASA ha costituito, di recente,al proprio interno la nuova sezione “Digital Automotive” che vede tra le associate i principali e più innovativi player del settore. Per capire le potenzialità e i timori legati all’auto connessa è stata realizzata un’indagine su un campione rappresentativo di 1.200 automobilisti.

Scenario, numeri e benefici dell’auto connessa

La grande quantità di dati trasmessi sta favorendo l’ingresso, nel mondo dell’auto, di nuovi operatori specializzati che offrono servizi ai driver. Il margine complessivo del mercato automobilistico si sta progressivamente spostando da chi produce i veicoli a chi fornisce i servizi ad essi connessi.

L’esame del mercato delle auto connesse parla di un valore che supera i 60 miliardi di euro a livello globale; inoltre, si prevede una crescita a tripla cifra (+260%) nei prossimi otto anni. La proiezione dei prossimi 3-4 anni porta ad una stima pari a 125 milioni di auto connesse consegnate. Numeri importanti che attestano l’evoluzione tecnologica delle auto soprattutto per la telematica. I sistemi attuali consentono la trasmissione di vari dati:

  • sui guidatori (stile di guida, percorsi preferiti, punti di interesse);
  • ed anche sul veicolo (pressione pneumatici, stato del motore, livello oli);
  • nonché quelli ambientali (presenza di pioggia, situazioni di traffico).

La condivisione di questi dati grazie ad auto connesse può portare benefici a soggetti diversi:

  • al guidatore prima di tutto;
  • poi ai gestori di flotte aziendali;
  • inoltre alle aziende di servizi;
  • ed infine a possibili hacker malintenzionati.

auto connesse

L’opinione degli automobilisti italiani: quanto sono disposti a condividere dati?

Il 29% degli automobilisti guida già un’auto connessa, con dispositivi in grado di scambiare informazioni avanzate con altri sistemi (non basta il solo Bluetooth).

Il 59% dichiara di non averla ancora, ma intende dotarsene in futuro; solo il 12% sostiene di non volerla.

Ad attirare il maggiore interesse degli automobilisti sono però le caratteristiche legate alla sicurezza:

  • prime fra tutte la localizzazione in caso di emergenza ed in caso di furto (entrambe selezionate dal 14% del campione);
  • seguite dalla navigazione evoluta e dalla connettività con strade smart (entrambe all’11%).

L’opinione degli automobilisti italiani: quanto sono disposti a pagare

Circa l’80% della popolazione censita è disponibile a pagare un sovrapprezzo (il 37% fino a 500 euro) per avere queste funzionalità; dunque, i clienti sarebbero disposti a pagare sia una tantum al momento dell’acquisto, sia in modalità di abbonamento.

In generale, gli automobilisti si dimostrano molto pragmatici e sono ben disposti a condividere dati che portino benefici pratici e tangibili, come l’assistenza stradale, la manutenzione predittiva, la riduzione dei premi assicurativi, la diagnostica remota del veicolo.

In tutti questi casi un 50% è “abbastanza disposto” e un 20-30% è “molto disposto” alla condivisione. Il discorso cambia quando si tratta dei dati afferenti la sfera personale, come i dati del telefono/rubrica o i dettagli dell’infotainment, vero tabù per qualsiasi forma di condivisione.

Oltre il 70% ritiene, inoltre, che i propri dati debbano essere accessibili solo per un determinato lasso di tempo. I principali timori che si celano dietro questa richiesta riguardano diversi aspetti: non è chiaro chi ne entri in possesso (75% del campione), l’auto potrebbe essere hacherata (54%), privacy a rischio (43%). Ben 7 su 10 ritengono che la legislazione attuale non sia sufficiente a tutelare la privacy dei consumatori.

Le tipologie degli automobilisti connessi. Quali opportunità?

L’analisi strutturata delle caratteristiche anagrafiche e comportamentali del campione di automobilisti ha permesso di identificare 5 gruppi di guidatori con caratterizzazioni ben distinte rispetto all’interesse per i servizi delle auto connesse e alla propensione alla condivisione dei propri dati (personali o del proprio veicolo).

In base a questi parametri, il gruppo dei “Telematici”, ovvero di chi è interessato all’auto connessa ed è più disponibile a condividere i propri dati, rappresenta il 15% del totale. Sono gli automobilisti disposti a pagare di più per avere i servizi telematici.

I due gruppi preponderanti sono gli “Indifferenti”, con propensione elevata a condividere, ma poco interessati alle auto (32%), e gli “Indecisi” che, rispetto ai primi, sono meno propensi a condividere i dati (22%). Mentre il primo gruppo difficilmente si orienterà verso auto connesse (pagandone i servizi), il secondo, se ben informato, rappresenta un potenziale bacino di sviluppo in aggiunta ai “Telematici”.

I restanti gruppi sono invece gli “Scettici”, molto poco inclini alla condivisione, e i “Connessi con riserva”, del tutto indisponibili a condividere, ma comunque molto interessati all’auto connessa. L’aspetto più stimolante di questa segmentazione è dato dalla forte correlazione (0,8 in una scala da 0 a 1) tra l’attenzione per l’auto connessa e la volontà di pagare un premium price per averla. È quindi possibile, per gli operatori del settore, sviluppare servizi a valore aggiunto, con relativo ritorno economico, purché la comunicazione nonché la tutela della privacy dei dati connessi siano gestiti secondo le aspettative dei guidatori.

Le dichiarazioni dai vertici ANIASA e Bain & Company

Nei nuovi scenari di mobilità sempre più configurati attorno all’uso e alla sicurezza del veicolo, il noleggio è partner essenziale per l’industria e i servizi all’auto. Un nuovo modello, in cui l’auto è parte di un sistema integrato con servizi offerti in via digitale da provider diversi, che vedrà il noleggio, e quindi ANIASA, sempre più protagonista”, evidenzia Massimiliano Archiapatti – Presidente di ANIASA.

Dopo l’incontro con il mondo dell’auto la telematica si sta “democratizzando”, portando nuovi attori nell’arena competitiva; ma per sfruttare pienamente il potenziale del settore occorre investire nella giusta regolamentazione (privacy) e nella comunicazione dei reali benefici, per convincere gli “scettici” a connettere le proprie auto… per un giusto fine.”, sottolinea Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company.


Marco Catino – Responsabile Ufficio Stampa ANIASA, 06-9969579; 329-3052068; m.catino@aniasa.it

Giulia Zanichelli – Media Relations & PR, BAIN & C.,348-3311393;02-58288252; giulia.zanichelli@bain.com

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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

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Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".