Cannabis: una questione contrastata

         
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La cannabis resta uno degli argomenti molto discussi negli ultimi mesi. Con il decreto del 25 giugno il sistema sanitario riconosce la cannabis terapeutica per la cura al dolore. Ancora molti dubbi intorno alla versione light. Scopriamo quali sono le differenze e le perplessità.

Che cos’è la cannabis

La cannabis, o comunemente chiamata marjuana, è una pianta che ha una storia molto lunga quanto quella dell’umanità. I suoi elementi più importanti sono il THC, acronimo di delta-9-tetraidrocannabinolo, e il CBG che sta per  cannabigerolo. Il THC agisce come uno stimolatore cerebrale, ma è anche un rilassante muscolare e antinfiammatorio. Per legge non deve essere superiore allo 0,8% perché è ritenuta una molecola psicotropa. Il CBG che tampona l’azione psicotropa ha effetto puramente fisico e provoca sonnolenza, riduce la pressione oculare e agisce anche come antinfiammatorio. Questi elementi interagiscono tra loro e producono degli effetti sul sistema nervoso e l’organismo da non sottovalutare. Per mancanza di effetti dettagliati e facilmente rintracciabili, Il Consiglio Superiore della Sanità è stato sempre contrario alla sua vendita.

La cannabis terapeutica e marjuana light a confronto

Con il decreto del 25 Giugno 2018 il Ministero della Sanità in Italia ha autorizzato l’uso medico della cannabis come cura al dolore. La legge la considera una sostanza da somministrare al malato solo quando le terapie convenzionali non risultano efficaci. La cannabis attualmente è prescritta come un normale farmaco. La cannabis terapeutica è efficace per il controllo di nausea, vomito, mancanza di appetito di pazienti sottoposti a chemioterapia e radioterapia o terapie per l’Hiv. Viene utilizzata anche per curare la sclerosi multipla, il glaucoma e stimolare l’appetito nei casi di anoressia. La quantità di marjuana che può circolare però è limitata rispetto al fabbisogno terapeutico. Il limite è fissato a 550 kg per l’anno 2018 rispetto ad un fabbisogno di tre/ quattro volte di più

La “marijuana light” è ufficialmente regolamentata dal Ministero dell’Agricoltura che il 23 maggio ha emanato le norme attuative della legge, rendendo più semplice la vita ai moltissimi imprenditori che hanno investito nel settore nell’ultimo anno. Numerosi sono i dubbi e la confusione che la sua entrata nel mercato ha sollevato. La cannabis light ha una concentrazione di THC che è compresa tra lo 0,2% e lo 0,6. E’ composta maggiormente dal CBG. La si può acquistare in una tabaccheria o nei negozi specializzati senza limiti di quantità. Ha effetti rilassanti e viene utilizzata anche per lo svago. Può essere vaporizzata, utilizzata come tisana o fumata. Il Consiglio Superiore della Sanità vuole toglierla dal commercio per precauzione proprio a causa del mancato monitoraggio nel consumo. Molti sono i minorenni che possono acquistarla o anche le donne in gravidanza. Può essere pericoloso utilizzarla con un mix di farmaci. Non si conoscono perfettamente gli effetti sul nostro organismo secondo il Consiglio Superiore della Sanità che è sempre più interessato a revisionare il quadro normativo.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24