carceri italiane

Carceri italiane, una riflessione all’università di Firenze

Carceri italiane, una riflessione all’università di Firenze. “Bisogna aver visto” è il titolo dell’iniziativa dell’ateneo fiorentino dedicata alla questione carceraria

La spersonalizzazione e l’alienazione nella condizione detentiva, la rieducazione del condannato, il reinserimento nella società una volta scontata la pena: sono alcuni temi delle carceri italiane.

Si parte dunque martedì 22 al Cinema La Compagnia proiezione del film documentario Viaggio in Italia: la Corte costituzionale nelle carceri con l’intervento di Luigi Dei e Paolo Grossi (nella foto).

La pellicola, diretta da Fabio Cavalli, vuole essere cioè una testimonianza di un incontro tra sette giudici della Consulta e i detenuti di altrettanti istituti penitenziari (Via Cavour, 50/R a Firenze – ore 21).

L’11 novembre invece il tema delle carceri italiane verrà sviscerato nella tavola rotonda Meriti e limiti della pena carceraria all’edificio D6, Aula 018 via delle Pandette, 9 alle 10.30.

Carceri italiane, come nasce un’iniziativa dedicata a un tema tanto delicato

Bisogna aver visto è infatti la citazione del titolo di un articolo di Pietro Calamandrei che, nel 1948, sulla rivista Il Ponte denunciò con forza la condizione disumana delle carceri.

In questo senso, i due appuntamenti fiorentini definiscono l’università come luogo non solo di formazione e ricerca, ma anche dell’impegno civile.

Hanno dato il patrocinio all’iniziativa:

  • la Regione Toscana,
  • il Comune di Firenze,
  • la Corte d’Appello di Firenze,
  • l’Ordine degli Avvocati di Firenze,
  • la Scuola Superiore della Magistratura (struttura territoriale di Firenze).

Hanno invece collaborato la Fondazione per la formazione forense dell’Ordine degli avvocati di Firenze – Scuola forense, la Camera penale di Firenze.

Una questione, quella carceraria, difficile da affrontare soprattutto per i numeri sempre in ascesa

Il rapporto dell’associazione Antigone sullo stato detentivo infatti sottolinea come il tasso di sovraffollamento sfiora il 120%, e in 42 istituti il 150%.

Detenuti che inoltre, sono in aumento nel nostro paese 60.439 (8mila in più rispetto a quattro anni fa); di questi poi 2.659 sono donne di cui 51 madri con i loro bambini di età inferiore a 3 anni.

 

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