Catalogna scontri e sciopero

Catalogna scontri e sciopero: gli aggiornamenti

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Catalogna scontri e sciopero: cosa sta accadendo

In Catalogna si stanno verificando una serie di scontri e con oggi ci si trova al quinto giorno di sciopero. La situazione è iniziata a degenerare con la condanna a 13 anni di carcere per Oriol Junqueras. Egli infatti, è il più grande leader secessionista del partito Esquerra Republicana de Catalunya. Oggi, 18 ottobre 2019, gli indipendentisti hanno bloccato molte vie, compresa quella al confine con la Francia.

Moltissimi manifestanti sono arrivati dalla regione per partecipare attivamente alla manifestazione decisa dai sindacati indipendentisti. I disordini e le persone presenti sono davvero innumerevoli. La situazione in Catalogna sta diventando via via più complessa. Anche la basilica della Sagrada Familia è rimasta chiusa, in quanto:

“Non è possibile garantire l’accesso al sito”

Catalogna e Puidgemont: una situazione delicata

Le strade del capoluogo sono terreno di scontri: cassonetti bruciati, violenze contro la polizia, arresti e vari feriti. Il Ministro degli Interni a proposito di ciò che sta succedendo ha detto:

“Durante questa settimana ci sono stati episodi di violenza da parte di gruppi minoritari – ha detto – ma ben organizzati. Le loro azioni non resteranno impunite”.

Perfino la partita Barcellona- Real Madrid è stata rinviata per motivi di ordine pubblico, anche se la nuova data del match non è ancora stata fissata. Intanto l’ex presidente della Generalitat catalana, Puidgemont, si è consegnato volontariamente alle autorità belghe. Tuttavia è stato rilasciato subito e senza cauzione, con l’obbligo di restare disponibile qualora dovesse essere necessario. Carles Puidgemont aveva deciso di rifugiarsi in Belgio due anni fa dopo il tentativo fallito, di rendere indipendente lo stato catalano. Il referendum sull’indipendenza catalana infatti, era stato autorizzato dal Parlamento, ma reso illegale da Madrid.

Nel frattempo il presidente Quim Torra chiede un secondo referendum sull’indipendenza catalana entro due anni.  A tal proposito aggiunge:

 “Torneremo alle urne di nuovo sull’autodeterminazione. Se tutti i partiti e i gruppi lavorano per renderlo possibile, chiuderemo questa legislatura con l’indipendenza”.

Non resta che rimanere aggiornati durante i prossimi giorni, circa gli ulteriori sviluppi che riguarderanno la situazione.

 
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Autore dell'articolo: Ambra Proto

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