Ondata di arresti di migranti irregolari negli USA
Ondata di arresti di migranti irregolari, Trump è pronto a cacciare i clandestini
Ondata di arresti di migranti irregolari negli USA. Il Presidente Donald Trump si è espresso in maniera piuttosto decisa durante l’ultima conferenza alla Casa Bianca, annunciando seri provvedimenti per contrastare l’immigrazione. Gli agenti federali del’Ice, l’agenzia che si occupa della lotta all’immigrazione irregolare, si attiveranno già dalle prime ore del giorno. I primi ad essere espulsi, saranno coloro che hanno commesso reati.
Il blitz riguarderà almeno dieci metropoli
“Ho il dovere di farlo – ha proseguito Trump -, mi concentrerò soprattutto su quelli che sono arrivati nel nostro Paese in modo illegale. Gli agenti li troveranno e li rimanderanno a casa“. Il blitz riguarderà almeno dieci metropoli e potrebbe prendere di mira 2mila persone.
Dichiarazioni che vanno di pari passo con le idee del tycoon, sempre molto deciso in questo senso. Negli scorsi mesi aveva affermato di voler rimpatriare migliaia di persone per permettere alla nazione di crescere dal punto di vista economico e finanziario. I liberari avevano parlato di “un grande bluff”, ma il Presidente USA passa ai fatti ricordando che il più grande numero di rimpatri è avvenuto nel 2012, durante l’era Obama.
Ogni settimana l’ICE arresta migliaia di immigrati irregolari
Secondo le stime governative, di norma, lo U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE) ogni settimana arresta migliaia di immigrati irregolari. Gran parte delle detenzioni vengono effettuate senza essere precedute da annunci pubblici. In tal proposito, il Presidente, parlando ancora una volta ai reporter presenti nella Casa Bianca, ha affermato di non essere preoccupato che il preavviso possa aiutare gli immigrati a sfuggire agli arresti.
Dal primo annuncio presidenziale dell’operazione di arresti, alcuni sindaci, quasi tutti Democratici, hanno reso noto che non collaboreranno con i funzionari dell’ICE in merito ai rimpatri forzati, e hanno fatto campagne di informazione ai cittadini su come far valere i propri diritti, ad esempio tacendo in assenza di avvocati e non aprendo la porta di casa ai funzionari dell’ufficio immigrazione a meno che non siano presenti anche le forze dell’ordine con un mandato rilasciato dal tribunale.
Trump ha, inoltre, inviato il vicepresidente americano, Mike Pence, in visita ad alcune delle strutture di detenzione di migranti di cui si è a lungo criticato le condizioni di vita, a McAllen, in Texas. Con Pence erano presenti anche giornalisti, che hanno documentato il sovraffollamento dei centri.
Quanto al Messico, le autorità nazionali dichiarano di star aumentando l’assistenza consolare per i propri concittadini espatriati negli USA che rischiano di essere toccati da “possibili operazioni migratorie”.
Trump incontrerà il Presidente del Guatemala
L’amministrazione Trump ha aumentato progressivamente la pressione esercitata sul governo messicano e su quello di altri Paesi dell’America Centrale per tentare di arginare l’afflusso di immigrati dal confine con gli USA. Lunedì 15 luglio, il leader americano incontrerà anche il Presidente del Guatemala, Jimmy Morales per un dialogo sull’immigrazione e sulla sicurezza. Morales potrebbe firmare un accordo con cui dichiarare il suo Stato una destinazione sicura per i richiedenti asilo; ciò porterebbe a una riduzione di richieste di asilo negli States.
Fonte Immagine: Pai.org
Condividi Articolo:


