Cellule staminali una frontiera scientifica per malattie rare
Cellule staminali una frontiera scientifica ancora tutta aperta i cui risultati applicativi e studi sono in corso in ogni parte del mondo.
Cellule staminali una frontiera scientifica ancora tutta aperta
L’ultima notizia, sul loro impiego nelle cure di malattie proviene dalla Prof.ssa Gloria Pelizzo, primario dell’unità di Chirurgia Pediatrica del nuovo Ospedale Buzzi di Milano. Un piccolo paziente di due anni e mezzo infatti è stato sottoposto al nuovo trattamento, il cui protocollo è stato studiato, progettato ed applicato dallo stesso Primario.
Il bambino era affetto da una rara patologia malformativa ed era costretto a respirare attraverso le macchine. Per ben due anni ricoverato presso l’ospedale, era affettuosamente seguito dai medici, finchè c’è stata la coraggiosa decisione di sottoporlo al nuovo trattamento staminale.
Il polmone del piccolo paziente è stato sottoposto alla nuova terapia rigenerativa con cellule staminali, che ha dato buoni risultati. Ora il bimbo respira autonomamente per ben venti ore al giorno, in attesa di sicuri miglioramenti futuri.
Cellule staminali una frontiera scientifica ancora tutta aperta, la soddisfazione dell’intera equipe medica
Grande la soddisfazione dell’intera equipe medica quando hanno constato, dopo il trattamento, la crescita e la dilatazione degli alveoli polmonari, con la conseguente interruzione della degenerazione delle cellule precedentemente in corso. E’ stata la prima volta di questa terapia in ambito pediatrico.
Onore al merito, quindi!
La terapia sperimentale è stata autorizzata dall’Agenzia Italiana del Farmaco all’Università di Milano.
Le dichiarazioni della Prof.ssa Gloria Pelizzo
Questa la prima dichiarazione raccolta dalla Prof.ssa Gloria Pelizzo:
“Rientra tra le terapie compassionevoli, perché ancora non approvate. Vogliamo trovare una speranza anche per altre malattie malformative e degenerative respiratorie, non solo pediatriche. Dopo il secondo ciclo, contiamo di arruolare bambini con altre patologie respiratorie”
Gli studi e le ricerche, quindi, continuano alacremente per risolvere gravi malattie che sembrano inguaribili, ma che, consentitemi un po’ di orgoglio nazionale, i nostri scienziati riescono, seppur sperimentalmente, a trattare e a portare a guarigione.
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