Cervello umano potrebbe funzionare come un super-computer?

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Un’incredibile nuova scoperta ha messo in rilievo che le cellule umane cerebrali potrebbero avere delle capacità straordinarie e rivelare nuove potenzialità  a livello di calcolo. Ad avere aperto nuove prospettive di conoscenza è stata la particolare proprietà della conduzione dei segnali elettrici presenti in particolari cellule neurali denominate “Dendridi”. Il primo scienziato di origine spagnola ad avere ammesso questa probabilità è stato circa 100 anni fa Santiago Ramon Y Cajal, che rivoluziono lo studio dell’encefalo per come lo conosciamo noi.

Neuroni cervello come supercomputer: Santiago Ramon Y Cajal fu il primo a teorizzare in merito

Il primo uomo al mondo, ad avere teorizzato che i Dendridi altri non fossero che una sorta di radici cerebrali attaccate a corpi bulbosi cellulari, dai quali emergevano lunghi e sottili Assoni. Secondo lo studioso infatti le tipiche cellule molto più lunghe dei neuroni e molto più sviluppate negli essere umani rispetto ai primati, ricevono segnali da altri neuroni. Uno studio pubblicato qualche settimana fa sulla rivista “Cell press” ha evidenziato , confermando, in un certo senso la geniale intuizione del professore ispanico, che nelle persone queste proiezioni sono simili ad antenne, e hanno anche caratteristiche specifiche, che potrebbero spiegare finalmente come il cervello elabora in generale tutte le informazioni che gli giungono.

Gli scienziati di tutto il mondo così hanno cominciato a studiare queste piccole particelle. Mark Harnett, Neuro scienziato del Massachussetts Istitute of Technology ha affermato di recente che proprio per la loro lunghezza anomala, i dendridi hanno aperto nuove prospettive di calcolo all’essere umano, proprio per le loro singolarità elettriche. Harnett, infatti con l’aiuto del medico Sidney Cash primario dell’ospedale General Hospital sempre dello stato del Massachussets è riuscito ad analizzare del tessuto celebrale prelevato da alcuni pazienti affetti da Epilessia, che si erano sottoposti ad operazione chirurgica mirata ad intervenire sull’ippocampo, una parte periferica del cervello umano. Lo studioso ha così dimostrato che qualsiasi elaborazione avvenga nei dendridi può venire indipendentemente da quello che accade nel Soma, la materia di cui sono costituiti i neuroni. In definitiva la proprietà dei dendridi potrebbero conferire ai neuroni stessi più potenza di calcolo, rispetto a quelli di altre specie.

 

 
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Autore dell'articolo: Vittoria Seminara