Come andremo al mare

Come andremo al mare? Legambiente sostiene il settore

         
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Come andremo al mare? Legambiente sostiene il settore. Alla vigilia della Fase 2, con il caldo in arrivo, gli italiani hanno un altro sogno: raggiungere la spiaggia

Dunque come andremo al mare e la domanda che tutti si pongono: mascherine o no? Come rispettare il distanziamento sociale?

E’ necessario quindi dare risposta anche ai balneatori e ai lavoratori di un settore molto importante per il turismo italiano; in particolare il pensiero va alle spiagge libere.

Come gestire queste aree in cui mancano i servizi offerti dagli stabilimenti, è il tema di alcune iniziative di sostegno poste in essere da Legambiente.

L’associazione in merito ritiene che debbano essere i Comuni ad occuparsi di definire le modalità di fruizione delle spiagge libere: ne andrà garantito il libero accesso e un utilizzo sicuro e sostenibile.

Al mare nelle spiagge libere? Sebastiano Venneri, responsabile Turismo di Legambiente afferma:

In attesa di capire le misure, è utile offrire il proprio supporto ai Comuni costieri per pianificare insieme una strategia per affrontare al meglio la stagione.

Pensare di cedere a privati spazi di litorale libero in cambio di sorveglianza e controllo delle regole; addirittura, ipotizzare la chiusura delle spiagge libere perché non si è in grado di assicurarne una corretta fruizione, sarebbe una presa d’atto che il pubblico non è in grado di gestire il bene comune.

Al contrario riteniamo che abbiamo davanti una straordinaria occasione proprio per ristabilire la naturale connessione fra pubblico e gestione del bene comune.

Ecco quindi le proposte di Legambiente per aiutare nella messa a punto delle corrette misure di gestione fra le quali:

  • La realizzazione di materiale informativo con le disposizioni da adottare (rispetto distanza fra ombrelloni o asciugamani, utilizzo dispositivi sanitari, …) e l’adeguata distribuzione;
  • La predisposizione di luoghi di sanificazione in prossimità delle spiagge (serbatoi con acqua e disinfettante);
  • La definizione di adeguati piani di mobilità con aree di parcheggio controllate e a numero chiuso che filtrino e regolamentino il flusso di bagnanti alle spiagge;
  • L’adozione in alcune situazioni di pratiche di delimitazione e prenotazione degli spazi alla stregua di quanto fatto in altre situazioni facendo ricorso ad app di prenotazione.

Quest’ultimo aspetto pare interessare molto alla Regione Abruzzo così come ha dichiarato l’assessore al Turismo Mauro Febbo:

La Regione Abruzzo ha predisposto un piano che consentirà ai cittadini di frequentare le spiagge libere nel rispetto del distanziamento sociale.

Ci si potrà prenotare attraverso una piattaforma digitale gestita dalla Regione, in collaborazione con i titolari degli stabilimenti balneari.

Le spiagge libere saranno attrezzate con ombrelloni, lettini e sdraio, e per accedervi sarà necessario prenotarsi.

Il costo, a prezzo calmierato – sottolinea l’assessore – sarà a carico della Regione, che lo concorderà con i balneari.

La data di avvio della stagione il 1° giugno? L’ultima parola spetta al governo, ma noi saremo pronti.

 

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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.