in estate si può essere punti da api e vespe

Come difendersi dalle punture degli insetti

         
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Con l’estate e il caldo si trascorre più tempo all’aperto, a contatto con la natura. E’ possibile quindi entrare in contatto con diversi tipi di insetti. Tra questi è importante prestare attenzione ad api, bombi, vespe e calabroni. Questi insetti appartengono all’ordine degli imenotteri. Le loro punture sono dolorose e possono causare shock anafilattico. Vediamo allora come difendersi dalle punture degli insetti.

Cosa fare se si viene punti da un’ape

Le api sono insetti dal corpo tozzo, leggermente peloso, di colore giallo cupo e nero. I bombi sono più grossi e rotondi, anch’essi pelosi. Possono diventare pericolosi quando si sentono attaccati. Questo può succedere se un bambino tocca un fiore sul quale si trova un’ape oppure un bombo a raccogliere il nettare. La puntura di questi insetti è abbastanza dolorosa. La pelle è arrossata e gonfia perché con la puntura viene rilasciato un veleno che, negli individui predisposti, può causare una reazione allergica o addirittura shock anafilattico. Cosa fare se si viene punti da un’ape? Prima di tutto, niente panico. Si deve estrarre il pungiglione, se è rimasto all’interno della pelle, con una pinzetta o un ago sterili, meglio se rivolgendosi a un medico. Quindi si disinfetta la zona con un liquido senza alcol e si chiede al medico o al farmacista se è utile applicate una pomata al cortisone.

Cosa fare se una vespa punge un bambino

Le vespe sono diverse dalle api. Il loro corpo è sottile, si restringe a metà, privo di peli e con bande giallo vivo e nere. Si trovano un po’ ovunque in estate: in campagna, in montagna, al mare o in città. Vivono in prossimità di alberi da frutto dove trovano nutrimento ma si radunano anche vicino ai cestini dei rifiuti e alle fontanelle pubbliche. Tendono a nascondersi nei tronchi cavi degli alberi o nei ruderi. La loro puntura è molto dolorosa, quindi è normale che un bambino pianga se viene attaccato. Ma che cosa fare se una vespa punge un bambino? Si deve individuare il punto esatto della puntura, che appare gonfia e arrossata a causa del veleno. Se il bambino è molto piccolo, sotto i due anni circa di età, è bene contattare un medico. Mai ricorrere a rimedi di una volta, come applicazione di aceto o ammoniaca.

Lo stesso discorso è valido se la puntura ha raggiunto un vaso sanguigno o zone delicate come viene punta la bocca, il naso o il collo. Nel frattempo è opportuno lavare e disinfettare la zona della ferita, applicare un po’ di ghiaccio che riduce gonfiore e dolore e farsi suggerire dal medico o dal farmacista una pomata adatta. Le stesse precauzioni sono valide anche in caso di puntura di calabroni, insetti molto simili alle vespe ma di maggiori dimensioni. I calabroni fanno il nido soprattutto nelle zone erbose, vicino ai frutteti e ai filari di vite, ma anche tra i tronchi, i ruderi, i cassettoni delle tapparelle delle abitazioni poco frequentare. La loro puntura è molto dolorosa.

 

Attenzione allo shock anafilattico

Il rischio più serio delle punture degli imenotteri è una reazione intensa, lo shock anafilattico, che si presenta nei soggetti allergici. I sintomi sono con sensazione di calore al capo, con orticaria, gonfiore diffuso, starnuti, tosse secca, senso di soffocamento, svenimento. In questo caso è necessario portare il bambino al Pronto Soccorso al più presto. Quando l’allergia al veleno è sicura, bisogna avere sempre con sé l’autoiniettore con adrenalina predosata. Si applica sulla pelle subito dopo la puntura, si preme per qualche secondo e il dispositivo rilascia la quantità necessaria di adrenalina per contrastare la reazione immunitaria. I bambini più grandicelli dovrebbero imparare a usare in modo appropriato il dispositivo. Esiste anche la terapia desensibilizzante al veleno degli imenotteri. Consiste nella somministrazione crescente di veleno, dietro stretto controllo allergologico.

Prevenire le punture di api e vespe

Prevenire le punture di api e vespe, ma anche di bombi e calabroni, è possibile adottando qualche accortezza. Si dovrebbe evitare di inoltrarsi nei punti dove l’erba è molto alta, vicino a vecchi alberi, a ruderi e cumuli di mattoni. I bambini devono imparare che gli insetti non vanno stuzzicati, ma osservati da lontano senza avere paura. Contro gli imenotteri i repellenti per la pelle, così come quelli per gli ambienti, non sempre sono efficaci. Nulla vieta però di tentare, utilizzando  la pelle dei piccoli più volte di uno prodotto repellente a base di sostanze naturali. Per eliminare nidi di vespe e calabroni nelle case disabitate è bene contattare personale specializzato. Sul terrazzo, in campagna, all’aperto si possono utilizzare apparecchiature che emettono anidride carbonica. Sono innocue anche per i bambini, attirano gli insetti e li eliminano.

 

Autore dell'articolo: Roberta Raviolo