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Comuni Rinnovabili 2019: allarme obiettivi 2030

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Comuni Rinnovabili 2019: allarme obiettivi 2030. Il rapporto di Legambiente sottolinea una crescita troppo lenta nella diffusione di energia pulita in Italia

Comuni Rinnovabili 2019 è dunque l’indagine posta in essere dall’associazione per analizzare il cambiamento nel sistema energetico italiano e internazionale.

Il report di quest’anno purtroppo evidenzia sì la presenza di tante luci (green) ma anche di altrettante zone d’ombra da portare allo scoperto.

Per la prima volta dopo 12 anni infatti si riduce la produzione di energia prodotta da solare, eolico, bioenergie, così come vanno a rilento gli investimenti nel settore.

Dall’altro lato invece la penisola è tra le nazioni più avanti nel mondo e con le maggiori opportunità su questo fronte, grazie a risorse fossil-free diffuse e differenti da nord a sud.

Andando al sodo, il dossier parla di un’Italia con 3.054 comuni autosufficienti per i fabbisogni elettrici e 50 per quelli termici

Quarantuno invece le realtà che sono già nel futuro, perché sono già rinnovabili al 100% per tutti i fabbisogni delle famiglie.

Ancora: in dieci anni la produzione da rinnovabili è cresciuta di oltre 50 TWh mettendo in crisi il modello fondato sulle fossili.

In tal senso il contributo delle rinnovabili che è passato dal 15 al 35,1% rispetto ai consumi elettrici e dal 7 al 18% in quelli complessivi.

Ma molto di più andrebbe fatto per stare dentro l’Accordo di Parigi sul clima e purtroppo il paese, in questo senso, si è fermato.

Il calo negli ultimi anni che, secondo Legambiente, non è dovuto solo al taglio degli incentivi ma anche alle barriere, anche non tecnologiche, che trovano i progetti nei territori.

Ad esempio il tema delle autorizzazioni e del consenso locale rimane ancora un buco nero delle procedure italiane.

Carenza dunque, da affrontare quanto prima sia per i nuovi impianti sul territorio italiano che per l’eolico off-shore.

E’ proprio questo il punto messo in risalto da Edoardo Zanchini vice presidente di Legambiente nella sua analisi:

Non possiamo più aspettare: lo sviluppo delle rinnovabili in Italia è praticamente fermo.

Non ha alcun senso rinviare una scelta che può fermare la febbre del pianeta ed è nell’interesse dei cittadini, delle imprese.

L’Europa ha definito principi e regole per le comunità energetiche e i prosumer (produttori-consumatori) di energia da fonti rinnovabili.

Grazie a loro saranno smontate le assurde barriere che oggi impediscono di scambiare energia pulita nei condomini o in un territorio agricolo.

In più si aprirebbero le porte a investimenti innovativi che tengono assieme fonti rinnovabili, efficienza energetica, sistemi di accumulo e mobilità elettrica.

La sfida è entrare al più presto nel merito delle scelte concrete da compiere e che Governo e Parlamento si impegnino a recepire entro il 2019 la Direttiva europea.

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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

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Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.