congedi parentali 2022 le novità

Congedi parentali 2022, le nuove regole, cosa c’è da sapere

Lo scorso 22 giugno, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo sui congedi parentali 2022, che recepisce la direttiva Ue 1158 del 2019. Questa si occupa di regolare l’equilibrio tra la vita famigliare e l’attività lavorativa dei genitori. Le nuove norme prevedono più congedi per i padri lavoratori, la possibilità di godere fino a nove mesi di astensione facoltativa, al 30% e fino ai 12 anni del figlio. Inoltre, ci sono maggiori tutele per i lavoratori autonomi e per chi fa smart working. Ma vediamo nel dettaglio come funzionano i congedi parentali 2022.

 

Congedi parentali 2022: le novità per i papà

Grazie ai congedi parentali 2022, i papà che lavorano godono del congedo di paternità obbligatorio. Si tratta di un periodo di congedo tutto per i padri, autonomo, obbligatorio, che consiste in dieci giorni lavorativi non divisibili in ore, con l’indennità del 100% della retribuzione. Il papà può utilizzare i dieci giorni (che salgono a 20 in caso di parto plurimo), anche in modo non continuativa. Vanno però utilizzati a partire dai due mesi che precedono la data presunta del parto ed entro i cinque mesi successivi. In caso di parto plurimo, la durata del congedo aumenta a 20 giorni. Il padre può utilizzare i giorni di congedo anche durante il congedo di maternità della mamma lavoratrice, anche nel caso di affidi o adozioni. I datori di lavoro che si oppongono riceveranno sanzioni da 516 a 2.582 euro.

Il congedo di paternità alternativo è quello che il papà lavoratore utilizza al posto dell’astensione obbligatoria della madre. Può usufruirne solo in casi particolari, per esempio infermità mentale della donna o decesso o, ancora, abbandono del figlio. I congedi parentali 2022 sono novità importanti, non sono da un punto di vista organizzativo. Rappresentano una svolta culturale, in un Paese in cui la cura dei figli è sempre stata appannaggio della madre. Inoltre i congedi parentali sono retribuiti per un periodo di tempo più lungo.

 

Il numero dei congedi parentali

È più alla pari anche le modalità di suddivisione dei congedi parentali. I mesi che ricevono lo stipendio al 30% del totale passano da sei a nove e si possono utilizzare non più entro i sei anni di età del figlio, ma entro i 12 anni. Ciascun genitore che lavora godrà di tre mesi di congedo parentale che non può cedere all’altro. Inoltre può aggiungere tre ulteriori mesi di congedo, in alternativa all’altro genitore. La durata complessiva del diritto al congedo parentale per il genitore solo (anche in caso di affidamento esclusivo del figlio) passa da 10 a 11 mesi. Il genitore solo riceverà un congedo indennizzato al 30% per nove mesi, come succede già per le coppie.

Lavoratrici autonome e libere professioniste avranno un’indennità di maternità estesa ai periodi di astensione anticipata, in caso di gravidanza a rischio. La parità nell’utilizzare i congedi parentali val anche per i lavoratori  e le lavoratrici iscritti alla gestione separata Inps. Questi hanno diritto ad un’indennità ciascuno di tre mesi entro i primi dodici anni di vita del figlio. In alternativa tra i genitori si potranno aggiungere tre mesi di congedo. In caso di smart working, il decreto prevede agevolazioni per i lavoratori con figli fino a 12 anni (o senza limite in caso di figli con disabilità), per lavoratori seriamente disabili o che siano caregiver per qualche famigliare.

 

Come richiedere i congedi parentali?

Per quanto riguarda la domanda da presentare, ecco dove connettersi per congedi famigliari e INPS per lavoratori dipendenti e lavoratrici autonome. Per quanto riguarda il congedo parentale per Covid-19, il termine per la presentazione della domanda è scaduto. Durava infatti solo fino a marzo 2022.

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